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martedì 16 maggio 2017

Il paese di fango

Il sogno l'ho fatto l'altro ieri ma mi gira ancora in testa.
Come sempre era di notte, riuscivo a vedere intorno a me grazie a dei lumicini accesi attaccati in prossimità delle case, diroccate, costruite in legno.
La particolarità di queste costruzioni era che si trovavano tutti su un ripido pendio e venivano incastrate dentro il suolo in verticale.
Erano come sommerse per metà dal fango che in seguito si era solidificato.
Era il modo utilizzato per sostenere la struttura, dentro, gli abitanti, scavano gallerie, come i mintaori di un tempo.
Da fuori si vedeva questo ammasso claustrofobico di case e casette, una sopra l'altra, senza strade, e poi terra, terra a non finire.
Per camminare intorno a queste abitazioni si usavano dei strettissimi viottoli, anch'essi costruiti sul pendio.
Ci si arrangiava, un po' come fanno le capre sulle rocce...
C'era un'atmosfera così decadente.
Incontravi gente che saliva, scendeva, con notevole difficoltà, perché per passare doveva aggrapparsi o alla casa, oppure alle radici che uscivano dalla terra.
Un sogno davvero singolare...