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venerdì 24 febbraio 2017

Il Geco e le cavallette

Ero in ufficio, nella stanza della fotocopiatrice.
La finestra dava, come al solito, sulla strada della vecchia casa dove abitavo anni fa.
C'erano due cavallette sul davanzale che saltavano all'interno e la stanza non era più quella dell'ufficio ma del bagno.
Catturavo questi insetti e li mettevo dentro due barattoli a chiusura termica per riporli in alto, sopra una mensola.
Li guardavo mentre cercavano di liberarsi, ero tentata di aprire i coperchi ma era più forte l'istinto di lasciarli dentro. Non mi avrebbero fatto niente ma ero totalmente ipnotizzata da quella situazione.
Ritornavo nella stanza della fotocopiatrice e, di colpo, da vecchi archivi, usciva un gigantesco Geco rosa.
Enorme.
Questo lucertolone gigantesco camminava lungo le pareti e sul soffitto, cadendo per terra.
Io e il mio capo avevamo paura ma non osavamo fare  niente...nel frattempo, controllando i barattoli, mi accorgevo che le cavallette erano immobili.
Aprivo i coperchi e le facevo uscire, quasi subito si riprendevano e scappavano, mentre, del Geco perdevo ogni traccia.

sabato 4 febbraio 2017

REA PALVS

Come mai ero stata scelta per partecipare al REA PALVS della mia città non lo so, però seguivo i progressi dei candidati.
Tutto avveniva nel bosco che si trova sulla collina di fronte al condominio dove abita mia mamma.
Con lei litigavo di brutto, voleva dei soldi, nonostante le avessi regalato la collana che desiderava (con enorme sacrificio).
Le davo 100 €. piangendo, non capivo perché si accaniva così contro di me, poi però tornavo sui miei passi e le riprendevo 50€.
Lei mi guardava con disprezzo.
Durante il percorso agonistico c'erano diversi ragazzi e tra questi M., la sorella di E.
Doveva fare un percorso particolare che l'avrebbe portata su un punto aperto della collina, molto panoramico, con un grosso albero.
Mentre la guardavo arrancare verso la cima della postazione eccola gridare.
Urlava.
A fatica riuscivo a capire che c'era un alveare.
Aveva con se un accendino, dava fuoco all'alveare (che nel frattempo era pieno di api impazzite) e le fiamme prendevano le vesti di M.
Ho ancora impressa questa immagine molto nitida di lei, completamente immersa nel fuoco con accanto l'alveare in fiammi, fuoco e api ronzanti impazzite....
E' stata una visione pazzesca.
Dietro l'albero, immobile, muto, come a sottolineare la vittoria della natura sul uomo.
Sembrava quasi che aspettasse quel momento per riprendersi ciò che era sua, quel luogo.
Nel sogno poi mi ritrovavo con delle donne anziane, capelli grigi, sentivo cadere addosso tutto il peso dell'età...mi sentivo così' sfinita, leggevo il telefonino, arrivavano alcuni messaggi da parte di V.
Non mi interessava ciò che aveva da dire, sempre le stesse cose.