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lunedì 30 gennaio 2017

Omicidio e Tsunami

Probabilmente sono condizionata da un romanzo che sto leggendo in questi giorni.
"Irène" di Pierre Lemaitre.
Nel sogno ero con mia figlia, una sua amica e la mamma di quest'ultima, che è anche mai amica.
Io ero stata selezionata per partecipare ad una serie TV che assomigliava molto a LOST e questo mi rendeva molto nervosa.
Nella pausa andavi con la mia amica e le bambine da una uomo che, per qualche motivo, aveva fatto del male alla figlia di T.
La mia amica lo trovava e lo freddava, con un colpo di pistola.
Ero preoccupatissima, soprattutto per le conseguenze.
La sorella del tizio ci avrebbe messo poco a capire chi era stato e si sarebbe vendicata sulla persona più debole, la figlia di T.
Nella fuga dimenticavo la giacca di mia figlia e dovevo tornare indietro a prenderla, attraversano una zona buia, con stradine molti strette e case medioevali.
Cercavo di tornare nel luogo dell'omicidio.
Trovavo ad aspettarmi la sorella del defunto che assomigliava incredibilmente a Susan Sarandon.
Le spiegavo cosa era accaduto, lei era determinata a riprendersi la rivincita, ma dopo, ascoltando il mio racconto, fornendole le prove di ciò che era successo prometteva di non mettere in atto la vendetta.
Mi ritrovavo nella piazza della mia città, vicino al mare, dove c'erano le giostre e gli autoscontri.
Ero con le bambini e poco più lontano c'era anche T., la mamma.
Ad un certo punto vedevo avanzare dal mare un'onda gigantesca, altissima, che si dirigeva verso di noi.
Prendevo per mano mia figlia, gridando di scappare.
Non sapevo se la figlia di T. si sarebbe salvata, pensavo solo a scappare...
Dopo molto tempo (ma forse non così tanto) mi giravo...non c'era più nulla ma vedevi la bambina di T.
Era dietro di noi, vedendo i fuggire  si era unita a noi nella folle corsa, salvando la sua vita.

sabato 28 gennaio 2017

Un bella e una brutta sorpresa

Nel sogno due eventi distinti mi hanno rallegrato e intristito il cuore.
Ero nel condominio dove abita mia mamma e mia zia, in casa di mia mamma...non ricordo cosa stavo cercando ma entravo in cucina.
Dovevo andare con la mia amica T. da qualche parte e stavo cercando qualcosa.
In ogni caso, in cucina, ad attendermi con il suo muso sorridente, bella come non mai, c'era la Filli.
La mia bellissima breton morta due anni fa...il cuore mi scoppiava di felicità. Mi faceva un sacco di feste, l'abbracciavo, le accarezzavo il manto e ci facevamo tante coccole.
Era così bella e gioiosa.
Si può amare tanto un cane? Si, lo si può amare. Sono sicura che anche lei, ovunque sia, il suo spirito o la sua essenza torna. Viene a trovarmi, nei sogni, dove sa che può rivedermi.
E' una sensazione meravigliosa.
Purtroppo nel sogno rivedevo anche un altra persona, il compagno di mia zia L.
Non l'ho mai sopportato quando era vivo, per come aveva trattato mia zia, per come si era comportato con me.
Una persona orrenda che ha rovinato la mia adolescenza.
Nel sogno tornava da un viaggio con mia zia, il suo solito modo di fare arrogante e prepotente, le sue maniere rozze e volgari, il suo sguardo viscido...
Andavo nel bagno di mia zia M. (sorella di mia zia L.), nella tazza del water c'erano due sacchetti di plastica chiusi, dentro delle feci.
Lui diceva che era il suo ricordo del viaggio.
Lo guardavo, mi faceva schifo, lui e la sua volgarità.
Tiravo lo sciacquone e solo dopo mi rendevo conto che avrebbero intasato tutta la colonna di scarico.
Fortunatamente non accadeva nulla di grave, ma dovevo tirare fuori quelle schifezze, mettevo dei guanti (lui intanto rideva di me), tiravo fuori quella porcheria e mi accorgevo che c'erano delle feci anche fuori.
Rivolgendomi a lui gli dicevo di quanto mi faceva schifo e quanto lo detestavo.
Mia zia, come sempre, prendeva le sue difese...
Andavo a cercare mio padre, che nel sogno era nel suo laboratorio.
Il posto dove lavora, nei miei sogni, è sempre buio e c'è una luce blu, strana...raccontavo quello che era successo, come sempre lui condannava l'atteggiamento di P. ma non faceva nulla.
Sua moglie ci ascoltava, con uno sguardo critico e divertito e io mi pentivo di aver riportato l'accaduto.
Non mi sentivo capita, nemmeno giudicata, ma nulla cambiava.
La scena cambiava e io mi ritrovavo sempre con mio padre che mi "beccava" frugare dentro un armadietto di metallo pieno di reversali della S.I.A.E.
Mi inventavo una scusa per nascondere il fatto che stavo cercando qualcosa...lui faceva finta di credermi, io del resto non sono mai stata brava a raccontare balle...
Il sogno finiva con questa sensazione di incomprensione, di arresa, di sfiducia, di solitudine.
Grazie a Dio ho visto la Filli...unico momento bello....



martedì 24 gennaio 2017

LA FALENA

Nel sogno mi trovavo da mia mamma, nel suo appartamento.
Ero sul balcone e fuori il tempo era strano, sembrava dovesse piovere da un momento all'altro, con grosse nuvole cariche di pioggia, però alcuni raggi di sole spezzavano quest'aria cupa.
Sembrava un dipinto di Turner.
Facevo notare a mia madre che una delle pareti di casa era di tessuto, sembrava tela di lino, e che facilmente i ladri si sarebbero potuti introdurre in casa se avessero scoperto il passaggio.
Guardando la parete mi accorgevo di essere nella vecchia casa dove abitavo tanti anni fa e dove l'entrata era condivisa con un altro piccolo appartamento.
Mia mamma mi voleva far vedere una cosa, ritornavo con lei sul terrazzo e, attaccate al muro, vedevo diverse gigantesche falene.
Nel muso avevano grosse zanne appuntite e le ali sembravano fatte di vetro e metallo.
Vicino a loro c'erano dei grossi bachi che si muovevano, come pupe, in attesa della metamorfosi.
Di queste falene ne vedevo altre, attaccate nella cucina.
Producevano un filo simile alla ragnatela ma serviva loro solo per restare ben salde alle pareti.
Erano orripilanti.
Purtroppo il loro morso era molto pericoloso, trasmettevano una malattia infettiva che portava alla morte.
Un'influenza che si propagava da persona a persona e che preannunciava una pandemia.
Con questi pensieri raggiungevo mia cugina che si trovava in un grosso cinema-teatro.
Era pieno zeppo di gente.
Tutti accorsi per la conferenza su queste falene.
La città, gli stati, tutti erano in allerta.
Io provavo un forte senso di disagio.
Troppa gente, tanta, percepivo il pericolo della contaminazione.
Cercavo mia cugina per dirle che uscivo, che sarei tornata in strada, all'aria aperta.
Finalmente riuscivo a vederla e chiamarla, in mezzo a quel caos di voci urlanti.
Lei restava dentro e io, da fuori, la salutavo cercando di allontanarmi il prima possibile da tutti.

lunedì 16 gennaio 2017

Il serpente corallo

Ho sognato un serpente corallo. 
Compariva in ogni fase della mia vita, il mio subconscio riviveva i momenti più difficili proiettandoli come un film nel sogno e in ogni situazione il serpente arrivava. 
Il suo significato pare sia positivo.
Forse l'ho già sognato questo serpente...
Dulcis in fundo, visto l'approssimarsi dei miei cinquanta (tra dieci mesi) prima di svegliarmi, nel sogno, mi guardavo allo specchio.
Ero in slip e le tette erano così lunghe da toccare i fianchi....
Il mio subconscio mi ama.

giovedì 12 gennaio 2017

La Torre Nera/Il tizio

La notte scorsa ho sognato che davo alla luce il "tizio". Era piccolo, rispetto alle dimensioni di un neonato, sottopeso, era tutto sporco di sangue. Aveva la testa umana e il corpo di un cane, ma senza pelo, come se fosse squoiato.
La Torre Nera mi é entrata nella mente.

lunedì 2 gennaio 2017

Il Giullare

Nell'altro sogno invece correvo. Era una bellissima giornata di sole e mi trovavo in Piazza Cile. Cercavo di posteggiare la macchina, la strada era tutta deformata dalle enormi radici di alberi secolari. Un'impresa. C'erano dislivelli paurosi. Riuscivo a sistemare l'auto in qualche modo e mi incamminavo verso il mare. Piano piano dall'andatura veloce passavo alla corsa. Era come avere le ali ai piedi e così giungevo in una scogliera vicino al castello (una zona che nella realtà non esiste). A quel punto dovevo fermarmi perché l'angolo del muro giallo ocra di una casa costruita a picco sul mare mi impediva di proseguire. Tornavo indietro, aiutata da alcune persone che conosco, e riprendevo a correre verso il Parco Casale. Un jullare mi aspettava all'inizio di una serie di tornanti dentro un bosco di castagni, mi faceva segno di proseguire alla sua sinistra. Scendevo giù per questo budello di sentiero, la terra era molle, umida, c'era un solco profondo al centro e mentre cercavo di muovermi venivo inghiottita lentamente dal fango scuro.

É arrivato Tequila

Ho sognato Tequila...non era ancora passato a trovarmi. Nel sogno mi trovavo in un piazzale, all'aperto, simile a quello della Stazione ferroviaria. Gli facevo il bagno perché non stava bene (ma non come quando é morto), aveva bisogno di essere curato. Si lasciava lavare e insaponare..il dorso, la pancia, le zampe, la coda. Era bravissimo e mi faceva le fusa, proprio come é sempre stato il mio gattone. Buonissimo. Mi guardava con quei suoi occhioni grandi, grandissimi. Lo asciugavo per bene finché il suo manto tornava ad essere morbido e caldo. Poi andavo dal veterinario...nel tragitto incontravo mia madre che mi dava 3 pastiglie. Invece di darle a Tequila le prendevo io. Distrattamente. Dovevo farmene prescrivere altre per il micio ma, quando arrivavo da loro, Tequila non era più con me.
Mi manca tanto.