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lunedì 24 ottobre 2016

A volte ritornano

Questa notte è passata a salutarmi Filli, la mia cagnolina che  mancata da un anno. Una Breton dolcissima che mi ha lasciata all'età di 14 anni.
Quante feste.
Com'ero felice di rivederla...e poi è arrivato anche un mio prozio, morto quasi 40 anni fa...non lo sognavo da tantissimi, decenni. Ed eccoli li, col suo sorriso, come stava bene...

Sono contenta di averli sognati.


giovedì 13 ottobre 2016

Un mare di spazzatura

Mi trovavo con il mio ex marito a Roma, anche se era immersa nell'acqua, come Venezia.
Dovevamo arrivare in un punto della città e l'unico mezzo per poter raggiungere quel luogo era usare delle barche.
Era pieno di turisti e i traghetti erano affollati. Così decidevamo di rivolgerci ad un privato. Un tipo strano che ci era stato consigliato da una persona del luogo.
Inizialmente dovevamo salire su una barchetta di legno molto piccola. così piccola che a mala pensa ci stavano i nostri piedi. Inspiegabilmente restava a galla ma l'acqua era piena zeppa di spazzatura, plastica, carta, alghe, carcasse di animali, pezzi di legno....
Riuscivamo a traghettarci verso l'interno di una stanza molto grande, immersa per un terzo nell'acqua, chiusa da mura e grossi tendoni color porpora.
Dentro, immerso nell'acqua con tutte le zampe, c'era un bellissimo cavallo marrone scuro.
Mi domandavo come un cavallo potesse resistere in quello stato. C'era un recinto che lo teneva bloccato in un angolo.
Passavamo da quella barchetta striminzita ad una più grande e uscivamo fuori, alla luce...l'acqua non cambiava, sempre piena di tutta l'immondizia di questo mondo. Era una cosa angosciante e orrenda da vedere. Non esisteva un centimetro cubo di acqua pulita...di fronte a noi vedevamo la basilica di San Pietro.

martedì 11 ottobre 2016

La casa vittoriana

Sicuramente sono rimasta molto colpita da alcune immagini che ho visto ieri su internet. Immagini legate ai massacri di cartelli della droga e inevitabilmente ho avuto una trasposizione nel mio subconscio.
Nel sogno ero con mia zia, abitavo in una casa antica e in stile vittoriano, si trovava in un vicolo della mia città, vicino ai mercati di p.zza Venezia.
Mia zia viveva col suo compagno ed era molto strana, perfida, subdola, molto cattiva...mi trattava malissimo e mi voleva vendere agli avventori che si fermavano a dormire nella grande abitazione.
Mi rinchiudeva dentro, nella semi oscurità, le stanze rischiarate solo dalla luce che filtrava dalle alte finestre e nell'aria c'era un odore di carne putrefatta.
Avevo scoperto che gli sventurati che si fermavano a pernottare da noi non uscivano più. Lei li uccideva, dopo averli torturati, e li tagliava a pezzi. Alcuni, pur di salvarsi la vita, decidevano di passare al lato oscuro, a patteggiare col male, così, i non morti, con i segni delle torture, vagavano per le stanze, in cerca di cibo.
Cercavo di scappare da quel posto malvagio e folle.
Il sangue scorreva sui tavolacci di legno e lungo le pareti e tutto era così assurdo e inimmaginabile...eppure così palpabile.
La gente che passava di fuori salutava mia zia con affetto, con rispetto, non capivo se era perché la temevano oppure se non sapevano (o non volevano sapere), fatto sta che io ero quella "indisciplinata", quella che irriconoscente.
Arrivava un giovane, riuscivo a raccontargli tutto e lui mi credeva, terrorizzato da quello che aveva saputo, cercava di porre fine a quel massacro malvagio.
Voleva aiutarmi a fuggire e denunciare tutto.
Purtroppo senza riuscirci.
In un modo o nell'altro riuscivo a fuggire...con la mia macchina cercavo di andare lontano ma inizialmente i comandi non rispondevano e mia zia, da lontano, rideva sguaiatamente.
Le marce non entravano, il portello destro si apriva e non c'era verso di chiuderlo, mentre andavo restava aperto, pericoloso per i passanti...ero disperata.
In un modo o nell'altro, però, partivo. Cambiava la zona, mi trovavo nei pressi della casa delle mie cugine, la "casa" che spesso sogno, con le scale rovinate...la giornata era grigia e tutto sembrava deformato.
Finalmente mi trovavo al sicuro insieme a mio cugino e alla mogli, con i loro due figli. Raccontavo tutto, di fretta, chiedendo aiuto ma, inspiegabilmente, sentivo che non era ancora finita. mi sarei portata dentro, per sempre, l'odore della morte e del dolore, i miei sensi avrebbero per sempre ricordato la presenza del male.