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martedì 21 giugno 2016

L'arcolaio

Il sogno di questa notte è stato davvero surreale.
Ero con mia madre, stavo facendo la Cresima, in una grande Cattedrale, simile a quella della mia città ma molto più grande.
Le panche erano molto alte da terra e il terreno su cui erano appoggiate disconnesso.
Per camminare agevolmente avevano messo delle travi o dei cubi di legno o cartone.
Era comunque difficile restare in equilibrio.
C'erano il Vescovo e molti sacerdoti.
La funzione si svolgeva nella penomba illuminata solo dalle candele e la Chiesa era stracolma.
Una donna, ben vestita, si avvicinava a me e mi abbracciava. Diceva che ero uguale a sua figlia.
Piangeva disperata.
Mia madre interveniva dicendole di stare tranquilla, di smetterla, ma questa mi portava verso di se, quasi volesse portarmi via.
Mia madre interveniva con maniere brusche e la donna inveiva contro di lei e contro di me, con occhi da pazza, andandosene poi gridando parole senza senso.
Uscendo dalla Chiesa la città era invasa dalla spazzatura, per terra, in ogni angolo, c'erano sacchetti pieni di immondizia, acratacce, plastica, sparsi per strada. In mezzo a questo caos un uomo, dall'accento sembrava meridionale, filava lana su un gigantesco arcolaio.
Creava fili di ogni colore per dare forma a figure gigantesche che si muovevano e prendevano forma, come fossero vere.
Era affascinante vedere come, con questi fili riuscisse a tessere migliaia di colori, senza uno schema sotto gli occhi.
Io gli chiedevo come faceva, come era possibile, ma tutte le persone si fermava a guardare.
Nei pressi c'era un viadotto e proprio sotto la strada c'era una delle sue creazioni.
Una gigantesca figura umana, tessuta, che si muoveva, gesticolava, immensa, bellissima.
La gente guardava, osservava, camminava in mezzo alla spazzatura.
Volavano fogli di carta, scalciavano bottigliette di plastica.
I gabbiani volteggiavano in cerca di cibo.
Era tutto normale.
L'anormalità era quest'uomo, il suo arcolaio immenso e le figure colorate che prendevano vita dalle sue mani.

lunedì 13 giugno 2016

Filli

05/06/2016 

Ho sognato un sentiero dritto e pianeggiante formato da ciottoli di pietra immerso nel bosco. I lati del sentiero erano pieni di ragnatele e grossi ragni appesi. Ho sognato anche la Filli.  Tornavo a casa e lei era dalla porta, ad aspettarmi. Dalla gioia mi buttavo in terra per abbracciarla e giocare con lei e lei mi riempiva di baci. Eravamo così felici insieme.