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martedì 26 maggio 2015

Manicomio

Ero stata ricoverata nell'ex Ospedale della mia città, le pareti erano ancora come trent'anni fa, i soffitti alti, le porte in legno verniciate di bianco, un po' consunte dal tempo.
C'erano diversi corridoi e grossi stanzoni dove venivano "ospitati" i pazienti malati di mente.
Giravano medici, infermieri, suore...io facevo parte della fauna discriminata.
Ufficialmente mi avevano rinchiuso perché piangevo senza sosta.
In effetti, nel sogno, era proprio così.
Completamente immersa dentro un oceano profondo di tristezza senza consolazione.

Nel sogno andavo in bagno, i gabinetti erano sporchi, i pazienti lasciati a se stessi, così trovavo altre donne che giravano con le mutande piene di piscio, addosso, o in mano...carta igienica bagnata per terra.

Nessuno si lamentava, eravamo tutti sedati.

Un inferno illuminato a giorno.

Da parte mia volevo solo che tutto quel dolore finisse per sempre, credo fosse questo il mio tormento eterno, voler morire ed essere cosciente di non poterlo fare, perché non me lo permettevano.

Ero, eravamo, tenuti in vita. Un popolo di depressi, di infelici, che vivevano per alimentare il sadismo dei nostri carcerieri.


venerdì 22 maggio 2015

VERMI IN TASCA

Nel sogno mi trovavo a scuola. 
Era diversa anche se c'erano le suore e maestre. 
C'erano anche alcuni dottori. 

La mamma di K., mettendo la mano nella tasca sinistra della giacca, tirava fuori una manciata di vermi, lunghi e sottili. Incredula li buttava per terra e questi si riformavano dentro la tasca. 

Andavo a cercare una delle suore per chiedere aiuto. 
Non era una cosa "normale". 
Poco dopo accadeva la stessa cosa alla mamma di G. ma i vermi erano bianchi e grossi, come quelli della mosca carnaria. 

Continuavano ad uscire dalla tasca che era sempre sinistra.

lunedì 11 maggio 2015

Due sogni, due notti, due avvertimenti.

Due notti fa ho sognato una signora, sui 50 anni, capelli neri, lunghi, una bella donna, sconosciuta che, seduta ad un tavolino rotondo, in una comunissima stanza di un appartamento mi leggeva le carte.
Non era una veggente ne una zingara, però disponeva le carte a semicerchio sul tavolino piccolo e mi parlava...non ricordo cosa fosse uscito da questa "lettura" ma lei la "sentivo" molto positiva nei miei confronti, nonostante io fossi piuttosto tesa e scettica. Ero in quel luogo per chiederle una risposta importante.
Questa notte invece ho sognato che faceva molto caldo, una caldo infernale e stava per arrivare un terremoto catastrofico. Non c'era speranza per nessuno. Tutti si mettevano in posizione fetale, uomini, donne, bambini. Alcuni si tenevano per mano, famiglie o coppie, madri con figli, amici...intorno c'era un non-silenzio e un'attesa che non aveva tempo.