Art. 2 – Diritto d’autore.

Tutti i contenuti di questo Blog sono coperti dal diritto d’autore, secondo le norme di cui alla legge 633/1941 e successive modifiche, e il loro utilizzo è regolato dai successivi artt. 3 e 4.

mercoledì 31 dicembre 2014

Una lingua al posto della clitoride

Era da tanto che non facevo un sogno così strano, per certi versi "stomachevole".
Quasi che il corpo si fosse modificato per effetto di qualche genoma.
Mi trovavo in una scuola superiore, c'erano compagne delle medie e delle superiori.
Sembrava un Campus.
Facevamo parte di un squadra sportiva, giocavamo a Basket, ma le modalità di gioco erano diverse.
Non si braccava l'avversario davanti, ma da dietro, formando una specie di anello circolare, con le braccia.
Ci si spostava a piccoli passetti, era vietato correre...
L'allenamento era intensivo e duro, in una grande palestra, all'interno di questo edificio che assomigliava ad una prigione.
Le pareti erano bianche.
I bagni erano con finestre senza vetri e tende.
Venivano usate da più persone, dello stesso sesso.
Andavo in bagno, dovevo fare pipì, ma al posto della clitoride mi spuntava una lingua.
Mi guardavo sconvolta.
Era una cosa strana, non ci avevo mai fatto caso.
Eppure...
Inoltre la minzione avveniva come gli uomini, con lunghi getti di orina nel lavandino.
Vedevo questa lingua leccare la ceramica...correvo subito a lavarmi, per paura di qualche infezione.
Aveva come vita propria.
Indipendente dalla mia volontaà.
Nel sogno poi vedevo una delle mi compagne, aveva avuto tre figlie, tutte adolescenti.
Il sogno proseguiva con altre situazioni che erano totalmente diverse, anche se tutte collegate all'adolescenza.
Situazioni confuse, che si mescolavano tra loro, senza un senso compiuto.
Non che il sogno principale ne avesse uno.

domenica 21 dicembre 2014

Denti come chicchi di grano

Nel sogno che ho fatto questa notte, verso le 4.30/5.00, mi trovavo in un luogo non ben precisato. Cercavo di parlare ma la mia bocca aveva tre/quattro file di denti sovrapposte. Solo nella parte superiore. Mentre cercavo di spiegare il significato di ciò che volevo dire, sputavo denti come grano. Parlavo, masticavo, sputavo. Guardandomi allo specchio vedevo questa bocca deforme, simile a quella di un cavallo.
Mia madre aveva chiamato una dottoressa, una maxillofacciale.
Mi faceva stendere a letto e si avvicinava con una siringa, l'ago era lunghissimo.
Mi diceva di stare tranquilla, doveva togliermi due verruche che si erano formate sulla parte destra del mio volto.
Aprivo la mia bocca deforme e la dottoressa infilava il suo ago dentro il palato.
Lo sentivo entrare, conficcarsi dentro la carne, passare il bulbo oculare e toccare il cervello.
Mia madre mi teneva ferme le mani, mi diceva di non pensare al dolore, di sopportare.....
E ancora, la dottoressa, conficcava un altro ago, pieno di liquido anestetico.
Mi medicava la ferita e andava via, lasciandomi immobile, sdraiata sul letto, con un tampone enorme sulla guancia, la faccia semiparalizzata e una manciata di denti in gola.