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martedì 25 novembre 2014

Il Bianco e Il Nero

Nel sogno mi trovavo nella piazza principale della mia città.

Ero con mia madre e mia figlia.

Guardavo delle vetrine (cosa che non faccio mai, perché non è mia abitudine).

Rimanevo colpita da un abito da Sposa, bianco. Aveva una  guepiere allacciata con nastri di raso bianco, l'ampia gonna si apriva con uno spacco all'inguine ed era trasparente, con piccole roselline, il velo richiamava la gonna e i guanti erano di raso allacciati sempre con nastri di raso lucido.

Rimanevo stupita, era un abito così inusuale, quasi blasfemo...guardavo mia madre, le domandavo come si potesse indossare un abito simile in Chiesa.

Guardando sempre la vetrina ma spostando lo sguardo a sinistra, sul manichino accanto c'era un abito da Suora, era quasi identico a quello da Sposa, il tessuto era nero spesso, ma sempre con un profondo spacco all'inguine e la guepiere era allacciata con nastri di cuoio.

Rimanevo così...senza parole, oltraggiata, affascinata...

lunedì 17 novembre 2014

La donna cannone

Mi trovavo con la mia macchina e mia figlia lungo una stretta strada di campagna.

Si inerpicava sempre più ridotta e ripida, su, verso paesini lontanissimi rispetto alle zone più abitate della città.
Ad un certo punto la stradina era così stretta e in salita che nemmeno usando la prima marcia potevo farcela.
Così, con grande fatica, tornavo indietro, in retromarcia, col terrore di finire giù dallo strapiombo.

Mentre scendevo, guardando indietro per seguire il percorso della macchina vedevo su un terrazzo una grassa, enorme, signora, che si alzava, completamente nuda da una grossa conca piena d'acqua.

La sua pelle era bianchissima, ricoperta da sottili capillari e piena di cellulite.

Sembrava fregarsene di essere vista.

Era davvero grossa.

Si piegava per raccogliere un piccolo asciugamano e le vedevo l'immenso sedere soffocato dalla massa grassa.

Due donne arrivavano sul suo terrazzo (coperto da una tettoia) e l'aiutavano ad asciugarsi.

La gente del posto non diceva nulla. Tutti restavano zitti, quella donna era pericolosa.

Se qualcuno avesse osato deriderla sarebbe caduto in disgrazia.

giovedì 13 novembre 2014

Il telefonino prende fuoco

Nel sogno mi trovavo, di giorno, vicino a casa mia.
C'era mia madre, mia figlia e altre persone che conoscevo, di queste ricordo solo la coach di Basket che allena la mia bambina.
Qualcuno voleva parlare con lei.
Chiedeva il numero di telefono e io gli dicevo che lo avevo.
Prendevo il mio cellulare, facevo il numero, e mi portavo il telefono all'orecchio.
Sentivo un caldo pazzesco sulla mano e un istante dopo bruciare.
Il cellulare aveva preso fuoco.
Lo lanciavo per terra, guardandolo avvolto dalle fiamme.
Non capivo come mai.
Qualcuno diceva che era un difetto di fabbrica.
Io guardavo quell'oggetto inanimato sciogliersi, poi, finito il fuoco, tornava normale.
Mio fratello "blaterava" qualcosa, che non capivo.

lunedì 3 novembre 2014

La Stanza Orientale

Ho sognato una persona che conosco, solo virtualmente, da tempo. 
Nonostante la differenza d'età, di vita, di pensieri, c'è stima reciproca.

Nel sogno c'era lui, la moglie ed io. 

Eravamo in una specie di tendopoli, orientale. 
Molti tappeti, tanti arazzi. 

Io ero giovane e mi offrivo a lui come un agnello, ma non ero costretta, sentivo che lo esigeva il mio cuore. 
Lui cercava di dissuadermi, sua moglie era inviperita, ma io arrivavo davanti a lui, guardandolo nell'anima, completamente nuda. 

Lui, con tutto l'amore possibile, paterno, complice, di fratellanza e di amicizia, mi prendeva, i nostri corpi si univano, lo sentivo scivolare dentro e perdersi, con me, in un unico essere infinito. 

Infine me ne andavo, con un senso di incompletezza e distacco, ma così doveva essere e nei suoi occhi c'era tanta malinconia, in quelli di sua moglie, rabbia.