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mercoledì 30 aprile 2014

Il cubo e il gioco del quindici

Ho fatto un sogno, la notte trascorsa:
Io, la mia collega e la nostra principale.


Eravamo dentro un enorme cubo di vetro trasparente, le pareti erano fatte da caselle della tombola, ma le finestrelle erano come il gioco del quindici, trasparenti comunque. 


Dovevamo sistemarle tutte entro breve tempo, come una combinazione, per non essere intrappolate nel cubo per sempre.

domenica 20 aprile 2014

La morte e il Ratto

Ho visto la morte che portava a spasso un grosso ratto. Quest'ultimo rosicchiava la schiena della povera gente, delle famiglie, dei figli, i suoi baffi solleticavano anche il mio collo.

Pensieri

Mastichi le stesse parole e descrizioni da giorni, mesi, anni. La bocca impastata, secca, senza più saliva. Continui a spiegare un ritornello che è diventato uno scioglilingua, forse un Mantra per chi non ha mai capito cosa davvero intendi. Troppa fatica cercare altre strade, altre vie. Un giorno le tue parole verranno coperte dalla terra della tua ultima dimora, soffocando per sempre ogni esile respiro. Solo i vermi ascolteranno il suono del tuo corpo, nutrendosi avidamente della tua carne decomposta. Puoi sempre avere il coraggio di farti cremare e rendere volatile la tua materia che tornerà a concimare la terra, senza l'umiliazione del lento degrado. - "Sono già un cadavere, il processo di smaterializzazione è iniziato, ma c'è troppo rumore in giro e non riesco ad avere sufficiente silenzio per sentire dove gli incubi hanno iniziato a divorare." - Se sarai abbastanza importante, qualcuno scriverà di te cose senza senso, altri ripeteranno le tue cose che nessuno ha mai veramente compreso. Il tempo è un attimo, come la distanza che passa dal batacchio di una campana prima del secondo gong. Sospeso eppure in movimento.

La barca

Ho sognato un prato dentro un Parco per bambini, giocavano e i loro genitori sedevano su fogli di riviste piene di immagini pornografiche. 
I bambini stessi vedevano, turbati, queste immagini che facevano capolino attraverso gli articoli. 
Io facevo notare questa cosa, mi sembrava inaudita, oscena, inconcepibile...ma le persone mi guardavano senza capire cosa io stessi dicendo, continuavano a far finta di niente e scrivevano sulle loro micro tavolette luminose. 
Ad un certo punto mi giravo, su un piccolo gozzo abbandonato, portato in secca, ma sempre sul parco, un uomo si era nascosto ad un inseguimento e un cane, un pastore tedesco, gli era stato lanciato dietro da gente che lo voleva catturare. 
Il cane gli si avventava contro, mozzandogli la testa a morsi, non senza prima aver lottato con questa persona. 
Era pieno di graffi, il pelo strappato in più punti, sanguinolento e ad un certo punto andava a sbattere contro una delle due pareti del gozzo. 
La parte totale del suo fianco destro, come uno scalpo, si staccava, rimanendo appesa alle assi di legno della barca. 
Moriva con la testa dell'uomo stretta tra le fauci.