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mercoledì 19 marzo 2014

La scala

C'è un sogno ricorrente che spesso torna a salutarmi. Da bambina andavo spesso a giocare a casa di una zia e dalle mie 5 cugine. Una più pestifera dell'altra, si salvava solo la terza (dicono che ci assomigliamo).

Questa casa era vecchia, le scale in marmo, avevano uno scorri mano che era precario.


Bastava un niente, finivi giù dalla tromba delle scale. 


Era su tre piani.


Ti spaccavi l'osso del collo.


Al piano terra abitava una famiglia molto povera, Il padre violento, la madre e i figli subivano le sue percosse. Le femmine si sono sposate, un figlio è morto per eroina, gli altri tre maschi si sono dispersi, uno in Messico altri due li ho persi di vista.


Nel sogno vedo la porta della loro abitazione, poi salgo le scale, ad un certo punto le scale non hanno più lo scorri mano e, prima di arrivare all'ultimo piano, dalla porta di mia zia, anche le scale spariscono, per un breve tratto.
Rimane solo il segno di dove si trovavano un tempo.


Nel sogno vedo anche le finestre di vetro, attaccate agli infissi di legno marcio pitturato di bianco e con lo stucco secco, in alcuni punti lo stucco manca.


In basso è molto buio, più salgo, più c'è luce, ma non riesco a raggiungere la porta.


Sento gridare.


Mio zio è morto, suicida, nel 1988. Mia zia ha cucito una vita per sfamare l cinque figli e e un uomo dializzato e violento.

martedì 18 marzo 2014

Il Pozzo Nero

Ancora un sogno con un pozzo.

Dentro al pozzo la mia bambola, quella che mi aveva portato Babbo Natale, avevo 9 anni, ci credevo ancora, credevo ancora a molte cose.

Poi dentro al pozzo c'è finita mia zia, con il suo bastone...la vedevo, camminava nel fango e ripeteva senza sosta "non ci vedo, da quest'occhio vedo a metà e da quest'altro non vedo più niente".


Nella realtà in diversi ci domandiamo come fa a non vedere e allo stesso tempo notare ogni piccolo pezzetto di carta...


"non ci vedo, da quest'occhio vedo a metà e da quest'altro non vedo più niente".


Poi si è dissolta, insieme alla mia bambola.
Nel pozzo sono entrate le mie lacrime.
Il pozzo era vicino al cinema dove lavorava mio padre.


"non ci vedo, da quest'occhio vedo a metà e da quest'altro non vedo più niente".


E' l'egoismo a rendere ciechi.
Almeno lei, dall'altro occhio, vede a metà. Qualcuno crede di vedere ma non ha nemmeno gli occhi.

sabato 15 marzo 2014

La visita dei morti.

E' la seconda volta, in questa settimana, che sogno due persone morte che mi parlano.
La prima volta ho sognato mia nonna.
Nel sogno mi trovavo nel suo letto matrimoniale, quello che aveva costruito, in legno, mio nonno.
Quello che ho condiviso con lei per tanti anni, perché non c'era posto, in casa, per un'altra stanza.
Lo stesso letto che l'ha portata ai suoi ultimi giorni.
...e preferisco non ricordare come era diventata.
Nel sogno, lei era sdraiata, sotto le coperte.
Mi parlava.
Come quando ero bambina.
Era serena, stava bene, ero io che invece avevo problemi, non ero piccola, ero in età adulta e le confidavo i miei pensiri, il mio dolore per mio padre, suo figlio.
La mancanza di incomunicabilità.
Lei mi diceva parole gentili che mi davano un po' di pace...Così vedevo me e lui, parlare e sistemare le cose.
Purtroppo la realtà è ben diversa, quello che mi colpisce è constatare come, quando io sto moralmente e profondamente male, lei torna...lieve, come quando era ancora viva.
Ogni volta che la sogno mi rendo conto di quanto mi manca.
E' stata più che una madre, è stata la mia vita e mi ha lasciata troppo presto.

Questa notte, invece, ho sognato una mia cliente, una signora anziana, che è mancata più di un anno fa.
In vita era una donna grintosa, senza tanti peli sulla lingua, piccolina di statura, ma una forza della natura.
Ha combattuto per tanti anni, da sola, perché vedova, per salvare la Ditta che era del marito e lasciarla intatta al figlio.
Nel sogno, lei era molto arrabbiata, mi diceva frasi, mi chiedeva cose, mi faceva domande....domande alle quali io non potevo rispondere.
Era davvero arrabbiata.
Tantissimo.
Io entravo in una chiesa e mi mettevo a pregare davanti alla statua di San Michele, sotto ad essa c'era alcune candele già consumate dalla fiammella ma io non avevo soldi per poterne accendere una..

Lei, anche dentro la chiesa, a voce bassa, con occhi infuriati continuava a ripetermi le stesse domande.
Era arrabbiata col mondo intero, con suo figlio, con le persone.
Perché le avevano tenuto nascosto alcune cose, tra queste, che il figlio si era sposato di nascosto senza dirle nulla.
Come è accaduto nella realtà.
Io stavo male, avevo paura, avrei voluto che se ne andasse, l'unica cosa che facevo era pregare e cercare di non ascoltare più.
Pregavo per me.
Perché nel sogno avevo la percezione dell'impossibilità di "vedere" una donna morta, viva.

In un secondo tempo, mi trovavo in ufficio e ricevevo due buste, grandi, piene di carta colorata, all'esterno, mi arrivavano da due persone, una ragazza di Cuneo e una di Milano.
Anche in quella situazione l'atmosfera non era bella, io stavo male, avevo la mente confusa e i miei colleghi sembravano come immagini riflesse su specchi deformanti.

Sono sogni che rivelano una condizione infelice....e spero che tutta questa angoscia passi, prima o opoi, che ci sia una soluzione, fosse anche rassegnazione nell'accettare che le persone sono spesso, molto , egoiste.

Detto questo.

Nonna, mi manchi tantissimo.

Ciao Vince, sei nel giusto ma non arrabbiarti, pregherò per te.

lunedì 10 marzo 2014

Il Diluvio

Mi trovavo in una grande casa antica, a Mantova.
Il palazzo era ricco di statue, arazzi, i poggioli erano abbelliti da colonnine in marmo.
Grosse e spesse tende coprivano le enormi finestre che davano sulla città.
Vicino a questo grande palazzo, scorreva un fiume e questo fiume, ad un certo punto, riempiva una specie di vasca costruita all'epoca, forse per abbellire la casa.
Ma la vasca era profonda e dal piano terra arrivava al quinto piano.
Era bordata anch'essa da colonnine in marmo.
Nel palazzo c'ero io con mia figlia, amici e amiche con i rispettivi mariti o compagni e/o figli.
C'era anche altra gente, che conoscevo di vista.
Fuori pioveva da tanto, troppo tempo, e, attraverso i finestroni, guardando verso il basso, si vedevano grossi torrenti di acqua e fango che trascinavano via ogni cosa al loro passaggio.
Nel sogno pensavo alla grande vasca e correvo dalla finestra a guardare come era il livello d'acqua.

Aveva raggiunto già il quinto piano e minacciava di infilarsi dentro il palazzo.

Io gridavo, cercavo di avvisare tutti di stare attenti, che il pericolo era vicino, prendevo mia figlia e correvo verso la parte opposta della stanza, in cerca di una via di fuga.

Girandomi, per un ultima occhiata, vedevo l'acqua entrare attraverso i vetri, spingere con forza, per farsi largo...una cascata impressionante d'acqua si riversava sul pavimento, allagando tutto, portando via tavoli, sedie, tappetti, tutto quello che trovava...

...di colpo smetteva di piovere e il peggio finiva. Quasi un miracolo. 

Ma negli occhi ho ancora quella massa imponente d'acqua, un muro minaccioso. Spaventoso. 
Ma "non può piovere per sempre..."


giovedì 6 marzo 2014

Esistenziale

Ci sono giorni che sono peggio degli incubi notturni.
Mesi che sono come passeggiate nei gironi dell'inferno.
Non ci è concesso nemmeno fermarci a piangere, perché basta guardare dietro l'angolo e vedere che c'è chi sta molto più male.
C'è anche chi non c'è più.
Chi ha un'ultima foto con la donna della sua vita e la notte l'ha portato via con se, per sempre.
C'è chi vive anche, ma è come uno spettro.
Cammina sui cocci del passato.
A volte si ferisce il piede, altre volte si ferisce il cuore.

Ci sono giorni che hanno più di 24 ore.

Ci sono notti che durano un secondo.

Poi c'è il tempo che sembra infinito, ma davanti allo specchio ti mostra la verità che non hai mai accettato.
E ti senti sconfitta.


MICI-A-MICI Chiamata mail art/ Mail Art call






martedì 4 marzo 2014

Il Pipistrello

Questo sogno non è mio, me lo ha raccontato mia figlia, ancora assonnata, all'alba.
Si trovava a scuola e un grosso pipistrello scendeva giù dal tetto dell'edificio per morderle il collo.
Lei scappava urlando, ma il pipistrello aveva la meglio.

Forse questo sogno è la parte onirica della realtà, visto che io e lei stiamo passando un brutto periodo con una persona.
Chissà il pipistrello chi è?!
Forse l'orgoglio?

Non ne sono certa, i bambini hanno un modo tutto loro di vedere la realtà delle cose, sono ancora in grado di avere pensieri semplici e il loro cuore non impregnato di egoismo

sabato 1 marzo 2014

La bocca mangia sogni

Le immagini del sogno di questa notte, sono confuse e una sovrasta l'altra.
Ma sicuramente due episodi sono rimasti conficcati nella nebbia del ricordo.
Uno, Cristian, morto il 5 febbraio 2014, a 35 anni, che cammina, con il suo zaino e il suo cappello.
Dietro di lui, una grande Cattedrale Bianca e il suo sorriso.

Forse un modo, del  mio subconscio, per aver saputo tardi del suo destino e averlo sistemato nei ricordi con un po' di senso di colpa in meno, questo è il prezzo che si paga ad essere fuori dal giro dei social network.

Due, un uomo, capelli neri, sconosciuto, che raccoglie piccoli denti da latte da una parete di carne rossa.
Non c'è traccia di sangue, solo un enorme agglomerato di carne.
Ai piedi di questo muro, c'è una bocca, di donna, le labbra carnose, difficile scorgerla ad una prima vista, si mimetizza bene, ma l'uomo infila le sue dita tra le labbra e continua a prendere denti bianchissimi.
Come fossero conchiglie di mare, o piccole perle...
Ma la bocca, poco per volta, attira a se la mano, poi il braccio, la spalla, la testa, il corpo intero.
Non morde la bocca, non ha più denti, non digerisce, la parete di carne rossa non ha stomaco.

Io guardo e vedo scomparire l'uomo, inghiottito, come fanno i grossi Anaconda con le loro prede.

Ma l'uomo non muore.

Cambia solo la sua prospettiva, l'uomo ora fa uscire le sue minuscole dita dalla bocca carnosa, non può più raccogliere denti, solo allungare la mano, le dita, per chiedere aiuto, un aiuto silenzioso, senza parole ne suono.