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mercoledì 29 gennaio 2014

La fine dell'umanità

Nel sogno di questa notte le maggiori potenze mondiali (America, Russia e Cina) si erano accordate per una distruzione di massa.
Il motivo era la sovrappopolazione, nonostante i cibi fossero contaminati da sostanze come piombo, mercurio e altre sostanze tossiche, nonostante gli alimenti OGM  e gli allevamenti intensivi, ormai fuori controllo, gli animali deformati e la radioattività presente nelle falde acquifere, non c'era più possibilità di poter sfruttare lo sfruttabile.
Così la soluzione era sparare missili batteriologici.
La gente si ammalava, strani virus che portavano al decesso.
Ovviamente si salvavano solo i ricchi, quelli carichi di soldi, che si potevano permettere bunker dove stare rintanati come ratti fino alla ripresa del controllo della pandemia.
Io camminavo per le strade, piena di persone morte o deliranti.
Il cielo grigio, la terra impregnata di liquidi umani.
Gemiti, urla, disperazione.
Una vera apocalisse.
Entravo dentro un gabinetto vicino ad una stazione, mi chiudevo dentro. 
Il w.c. era pieno zeppo di piscio, per terra era tutto sporco di orina...le piastrelle, giallastre, luride di nicotina e sporcizia.
Stranamente, li dentro mi sentivo più al sicuro, nonostante l'odore nauseabondo.
Ero comunque predestinata anche io, si trattava solo di aspettare....

sabato 18 gennaio 2014

Affetto un amico

Non so perché ma nel sogno ero al matrimonio di una cugina di secondo grado.
Matrimonio che si è svolto realmente due anni fa.
Situazione pesante.
Ricordi che vorrei mettere in cantina e buttar la chiave.
Ma, a parte queste considerazioni fuori luogo, nel sogno c'erano gli sposi, c'era tanta gente, tutti festosi e io incazzata.
Tra gli invitati c'era il mio carissimo amico/fraterno, G.
Nella mia vita lui è più che un fratello.
Lo conosco da tantissimi anni.
Non gli farei mai del male e infatti non capisco come mai, nel sogno, tagliavo una bella porzione della sua carne.
La parte comprendeva la zona dalle costole al fianco.
La cosa strana è che non c'era traccia di sangue, ne si vedeva carne rossa o ossa.
Come tagliare del burro o del formaggio.
Togli via un pezzo ed ecco la restante parte.
Lui si stendeva sul muretto di un torrente (muretto per altro scomparso da anni nella realtà).
Con questo fianco sparito.
Io lo guardavo, lui era sereno e io provavo un po' di rimorso.

Che dire, accetto questo sogno come tutti gli altri. 

Non lo vedo da un mese il mio caro amico G., non voglio allarmarlo.
Gli racconterò il sogno alla prima occasione, a quattr'occhi.

lunedì 13 gennaio 2014

La morte è un Clown

Si, perché l'ho sognata questa notte, ed aveva il volto di un pagliaccio.
Stavo male, i polmoni non riuscivano più a prendere aria, soffocavo...ero dentro il letto dove dormivo da bambina, quello che aveva fatto mio nonno, in legno.
Il letto matrimoniale di mia nonna.
Ma sotto quelle lenziola intrise di sudore, c'ero io.
Cercavo ossigeno.
Vicino a me, girato di fianco, il suo volto sorridente, accanto al mio viso, Lui, il Clown.
Come sorrideva nel vedermi agonizzare.
C'era molta luce.
Ma luce elettrica.
Nella stanza accanto vedevo tante bambine, vestite con abiti lunghi, in stile ottocentesco, primi del novecento forse.
Erano tutte morte.
Me lo dicevano loro che erano anime erranti.
Sul loro bel viso fresco, uno sguardo senza vita.
Erano intente a sistemare asciugamani di lino, ricamati a mano.
Davanti un grande specchio ovale, con una bellissima cornice dorata.
Sul tavolino, profumi, talco, ciprie...
Mi vedevo in piedi, con un sudario addosso, ormai non c'era più nulla da fare.
Nella terza stanza vedevo i miei genitori, alcuni parenti...
Non piangeva nessuno, erano solo stupiti.
Ero là.
Immobile.
Morta.
Il Clown faceva festa per tutti.

domenica 5 gennaio 2014

Il Vascello e il Pendolo

Ecco, questo è stato un incubo.
Mi sono svegliata da poco, il messaggio del sogno è chiaro solo nel subconscio, io mi ritrovo comunque molto scossa e sono sudata come una bestia.
Lascio qui le poche tracce del ricordo , per non dimenticare.
Mi sembra chiaro il riferimento alla debolezza umana e alle sue effimere illusioni.
La Morte è Signora e Padrona della nostra Vita, così breve, un batter di ciglia.
Noi non vogliamo rendercene conto e invece di vivere al meglio ogni istante lo sprechiamo zappando nel terreno del nostro egoismo umano.

Mi trovavo a far parte di una ciurma, in un enorme, gigantesco vascello fantsma.

Mi ricordava quasi l' "Olandese Volante".

Navigava sulla terra ferma, non era solido e relae, era fatto di fumo e illusioni.

La gente che viveva sopra il Vascello era composta da anime erranti, buone e cattive e il suo Capitano era un uomo di grande valore, costretto a combattere e respingere gli assalti delle anime in pena che, dall'esterno, cercavano di impadronirsi della nave.

Su questa nave era in atto un assalto da parte di questi dannati, in tanti erano abbigliati con parrucche e vestiti in stile settecentesco, periodo della Rivoluzione Francese.
Erano per lo più nobili, deviati, senza scrupoli.

Portavano con loro animali aggressivi, grossi cani Lupo, Scimmie dai denti aguzzi e affamate di sangue, altri canidi di diverse forme. Tutti con un unico desiderio, divorare, devastare, distruggere.

Il mio Capitano era un valoroso, si lanciava dall'albero maestro, con le funi della nave, contro questi dannati, la sciabola in mano, era un Corsaro, era un pirata, non è chiaro, ma il suo cuore era puro e pieno di buoni propositi.

Io sentivo un rumore fortissimo, in mezzo a tutto questo gridare, il rumore dell'ascia che fende l'aria.

Guardavo in alto e improvvisamente un enrome pendolo compariva in mezzo al cielo, proprio attaccato all'lbero maestro.

Era un Pendolo, gigantesco.
Un Pendolo che scandiva il passare dei secondi.

Prendeva forza man mano che divideva in due l'aria e questo rendeva forti i miei compagni sulla nave.

Il mio capitano era molto determinato, io saltavo su questo pendolo e ricordo bene la sensazione dell'aria nei capelli, mentre scendevo giù verso i fantasmi delle anime dannate, scagliandomi verso di loro e distruggendoli.

Mi ricordava un racconto di E. A. Poe.

Sentivo una musica, un pezzo Metal, nelle orecchie. Forse degli Slayer, roba che non ascolto più da tantissimi anni.

Il combattimento era arduo, i dannati non volevano arretrare e ne arrivavano di nuovi.

Alcuni di loro erano affascinati da questo pendolo gigantesco, sentivo che il loro pensiero sovrastava il nostro e che presto tutto sarebbe stato perduto...per sempre.

Poi ecco tre Daini. Una famiglia forse...la madre veniva attaccata dagli animali, dai cani e dalle scimmie.
Ferita cercava rifugio, io guardavo il terrore negli occhi di questo animale.

L'odore del sangue faceva impazzire le bestie che cercavano di seguire tracce.

Scendevo dal pendolo, per cercare di aiutare questo povero animale a fuggire, il suo piccolo e il padre facevano scudo, ma era inutile, presto sarebbero stati sovrastati dalla malvagità degli animali.

Era una danza, che aumentava, il pendolo non accennava a fermarsi. Il Tempo non si fermava.
Il cuore batteva il passare degli istanti e io guardavo impotente questi poveri animali destinati ad una fine orrenda.

La Morte vince sempre. La Morte è una silenziosa e determinata compagna.

Chiede sempre il riscatto, alla fine, per la sua pazienza.