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domenica 20 gennaio 2013

I tre tavolini rotondi

nel secondo sogno. una chiesa, pochissime persone, illuminata solo da candele. ci sono tre tavolini piccoli, rotondi, posti due ai lati estremi della chiesa e uno al centro accanto all'altare. formano un triangolo invisibile. su ogni tavolino tre piccole candele rotonde disposte a formare anch'esse un triangolo e su ogni tavolino un piccolo libro con la copertina di cuoio e lettere ebraiche.

Il Calabrone

nel primo sogno diverse persone si accanivano contro un calabrone. in particolare due edili, in facciata, sulle impalcature, il muro intonacato. Uno di loro svuotava una bomboletta spray di veleno, color blu, sul grosso calabrone che non voleva morire. per strada la gente si fermava, incitava l'uomo ad ammazzare l'insetto gigante che resisteva con tutt le sue forze, fino a morire, lasciando una striscia di sangue rosso sull'intonaco fresco intriso dal veleno color blu.

martedì 1 gennaio 2013

L'ultimo sogno del 2012/La Presenza

Sabato 29/12/2012

Ero dentro un Ospedale, Psichiatria, ricoverata. 
Era venuta a trovarmi mia figlia con una mia zia. 
Mentre eravamo nello stanzone dove dormivo e stavamo parlano, il coperchio di una presunta cucina si era chiuso, loro non si erano accorte di nulla, io si. 
Guardavo quel coperchio riaprirsi da solo, poi chiudersi violentemente. 
A quel punto mia figlia e mia zia chiedevano cosa succedeva, spaventate, dicevo loro di stare tranquille e di uscire dalla stanza. 
Io guardavo il coperchio, si alzava ancora, lentamente, fermo...fermoo...poi si chiudeva di nuovo, di colpo. Dentro di me una stretta allo stomaco. 
Conoscevo quella forza, sapevo chi era. 
Mi allontanavo e portavo mia figlia e mia zia in una grande sala, circolare, con enormi e alte vetrate, sulla metà della sgrande stanza. 
C'era pieno di gente, e fuori si vedevano equilibriasti e giocolieri, fumo colorato giallo e rosso e musica...

01.01.2013

Il primo sogno del 2013 suona come una premonizione e spero non accada...

Mi trovavo in una grande stanza, piena di vetri, un casermone, forse un vecchio ospedale.
C'erano i miei cugini, mia Zia M. e altre persone (forse anche i miei colleghi).
Mia Zia L. mi chiedeva alcune cose, e tutti dicevano che non c'era più di testa.
Ricrodo solo di esseremi poi vista dentro la mia vecchia aula delle medie con i miei ex compagni...io però ero adulta.
Non potevo sedermi perché le sedie erano piccole, raccontavo che mia Zia L. stava male (in realtà in quei tempi era mia nonna a stare male).
Ed eccomi, dentro una piccola stanza, a piangere, disperata, piangere con tutto il cuore, con la testa appoggiata sul borso di un tavolo rivestito con una tovaglia di raso bordeaux.
Sopra una bara, ancora aperta.
Dentro mia Zia L.
Nel sogno piango tutte le lacrime di dolore, piango i ricordi che ho avuto con lei, piango per mia nonna, piango la disperazione di tutto quello che ho perso da bambina, piango per quello che ho ricevuto da piccola e ho perso da grande. Piango per me, per lei, per tutti quelli che sono li dentro....
Mi sento morire...
Penso che, per finire i miei giorni così sarebbe meglio spararmi...
E mi vedo, con una pistola in mano, puntarla alla tempia...
Poi mi alzo, guardo mia Zia, apparentemente è morta, ma di colpo apre gli occhi, sono quasi bianchi e lei si getta verso di me, alla sua sinistra, per gridare e cercare di uscire dalla bara.
E' un attimo....ricade dentro...e io mi sveglio...