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venerdì 27 luglio 2012

Ganga

Questa notte ho sognato che mi trovavo ancora una volta nello stesso posto della passeggiata a mare. 
Era notte, i locali però avevano le luci accese.
 Il mare, nel sogno, era ancora molto mosso e l'acqua era fangosa. 


Sopra le onde e la spuma, galleggiava tranquilla una donna, seduta su un tappeto orientale, tutta dorata, la pelle, le sue vesti, i gioielli che indossava. Assomigliava alla divinità induista Ganga. 

Accanto a lei, bagnandosi appena le estremità inferiori delle gambe, un'altra donna, incurante della potenza delle onde, una donna araba, ballava la danza del ventre.


Ad un certo punto arrivava un gruppo di uomini indù, vestiti di abiti colorati (arancione, rosso, giallo, verde, azzurro), portavano delle offerte alla divinità. 



In tutto questo io ero presente, spettatrice. Guardavo, ascoltavo.

domenica 22 luglio 2012

ancora...TRE

Nella prima parte del sogno vedevo, sulla strada che affianca casa mia, una donna, con i capelli completamente rasati, un taglio sul labbro, e una veste bianca, di lino sottile, ferma e immobile guardava verso la mia porta. Io scendevo in strada con mia figlia, lei mi seguiva con lo sguardo, allora io,a voce alta, parlando con mia figlia, le accennavo al rottwailer, che in casa non sopporta gli estranei...e intanto guardavo la donna, come a volerla spaventare per farla andare via.
Ma la donna rimaneva ferma, immobile, con lo sguardo fisso su di me. 
Sembrava venuta dal mondo dei defunti, nonostante fosse in carne e ossa.


Poi un altro sogno, a seguire. Una donna, un'amica che conosco solo virtualmente (mamma e abile ricamatrice) era in ufficio, dove lavoro (ma l'ambiente era diverso da quello reale). Preoccupata, mi raccontava che doveva andare a togliersi un dente e che aveva paura.
Cercavo di rassicurarla, se le facevano una buona anestesia non avrebbe sentito niente.
La donna, aprendo la bocca, mi faceva vedere il dente da estrarre.
Era un incisivo. Lo prendeva tra due dita e riusciva a muoverlo a destra e sinistra della gengiva, per pochi centimetri, poi lo tirava giù e il dente usciva fuori con la radice che era lunghissima e non finiva mai.
Sembrava un dente di una Lince o di qualche felino.
Lei, senza provare dolore alcuno lo rimetteva dentro la gengiva, e diverse volte poteva estrarlo e rimetterlo nella cavità.


Infine, nell'ultimo sogno, mi trovavo in un grande prato, c'erano tanti genitori con i bambini che giocavano.
Di colpo vedevo arrivare, vicino a me, una piccolo cinghiale e , senza nemmeno aver la possibilità di riflettere sul da farsi, la mamma del piccolo.
Erano però grigio scuri con strisce bianche (a differenza dal loro manto originale che è marrone scuro, i piccoli hanno strisce bianche sul dorso).
Non potevo scappare ed ero obbligata a stare ferma. 
Decidevo di stare immobile, mentre la mamma con il suo cucciolo passavano scontrando leggermente le mie gambe...a seguire un piccolo topolino di campagna. Alcune persone con i bambini cercavano di prenderlo.
Io gridavo di lasciarlo andare.
Il topolino iniziava a scavare una buca che diventava sempre più grossa, quasi una voragine nel terreno, circolare. 
Mentre entravo nella buca, vedevo il topolino e la mamma cinghiale col suo piccolo.

venerdì 13 luglio 2012

TRE

L'ambiente. una cucina antica, mobili di legno scuri, luce di candela, molto bassa, nelle lanterne di un tempo. 
Grossi paioli di rame...fiori secchi, tanti, dentro enormi vasi di terracotta. 
Uscivo ogni tanto da quella stanza, che dava sulla strada, per dare da mangiare, nell'ordine a; 

un grosso rospo, un gatto e un topolino. 

Ogni volta ognuno tornava nella sua tana per poi ritornare, a turno, a prendersi il cibo che lanciavo loro. 
La zona era quella dove sono stata battezzata, una piccola chiesa di campagna dedicata a S.Pietro.