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mercoledì 13 aprile 2011

La Morte

Ho fatto un sogno. Uno di quelli nitidi, precisi. Di quelli che hanno tutto dentro. Ogni cosa scritta per bene e con tutte le persone più importanti.
C'era lei. La moglie di mio padre. Ero stata condannata a morte (non so perché). Mi rimanevano due giorni (compreso quello dell'esecuzione).
Avrei dovuto prendere una pillola che mi avrebbe fatto addormentare e successivamente portata alla morte.
Mentre tutti si affannavano a cercare una via d'uscita (le mamme dei compagni di mia figlia, mio padre, i miei migliori amici, mia nonna...che è morta da più di 25 anni...mia madre) l'unica che diceva che dovevo andarmene era lei.
Si assicurava che nessuno riuscisse in qualche modo a cambiare la situazione. Mi trovavo in una grande chiesa in stile gotico, piena di statue di Santi. Dormivo li dentro, in una nicchia.
Lei mi osservava, trionfante...in meno di 48 ore mi sarei tolta di mezzo. Io passavo dal terrore al panico, dal panico alla rassegnazione e poi ancora...il terrore e così via...dovevo scrivere. Dovevo lasciare un memoriale. Qualcosa che esprimesse ciò che sentivo dentro, saluti per chi mi aveva voluto bene...nessuna riga per chi mi aveva fatto del male.
Mi potevo salvare ma lei non voleva. e io ero condannata. Mia nonna mi calmava, spiegandomi che nel sonno sarei passata oltre la vita senza accorgermene e che mi avrebbe tenuto la mano...come quando ero piccola...e lei era ancora viva.