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giovedì 27 gennaio 2011

Bulimica Sazietà

Due notti fa ho sognato che camminavo lungo il marciapiede vicino a casa mia, era giorno, il cielo coperto. Per terra c'era pieno di merda di cane. Io prendevo questi escrementi e li mangiavo, uno dopo l'altro. Mi sentivo lo stomaco pieno, non riuscivo a smettere di mangiare...
Mi sono svegliata con una sensazione strana. Non voglia di vomitare, ne nausea...quel senso di sazietà che porta all'indigestione...
Questi sono sogni che preannunciano periodi non belli (e vorrei vedere visto il contenuto).
Prepariamoci ad affrontare le prossime ore...

lunedì 24 gennaio 2011

Frammenti di sogno

Questa notte, all'inizio mi trovavo all'aperto, dentro un bosco, insieme ad altre persone. Davanti a me una grande diga. Mi affacciavo per vedere l'enorme massa d'acqua trattenuta dal muraglione. Immensa, profonda, scura, non sporca...ma spaventosamente potente...
...mi ritrovavo poi a scendere di corsa delle scale, di un condominio. Davanti a me qualcuno apriva, ad ogni piano, la porta a griglia dell'ascensore, e io, a seguire, chiudevo. Una fuga/inseguimento che non aveva fine perché non c'era stato inizio e i piani si susseguivano...
Ed eccomi in bagno, un bagno di una casa sconosciuta. Mia nonna che stava male...come tantissimi anni fa.  Per terra il water perdeva acqua dalla base, e si formava una pozza di piscio ed escrementi, vicino ad una delle pareti, con piastrelle bianche...io cercavo i guanti per pulire quella zozzura...che sembrava non fermarsi...
Ed infine...eccomi sopra un lettino del pronto soccorso. Inferma, gli infermieri cercavano di rimettere insieme i pezzi del mio corpo, li sentivo parlare, un dottore si avvicinava al mio volto e diceva "...e ora speriamo bene". Sentivo colare del liquido dentro il mio orecchio destro...liquido che entrava dentro i miei occhi, nel naso, nella gola...mi preparavo a sentire un forte dolore. Dolore che non arrivava...mentre il liquido usciva fuori dalla mia testa.



dal blog

"La casa fu abbandonata, non ci andò più nessuno. Rimase come un guscio di conchiglia lì sulle dune a riempirsi di grani di sale, ora che la vita l'aveva lasciata. Una lunga notte sembrò impossessarsene; le brezze leggere, mordenti, i soffi vischiosi, invadenti, sembrava avessero trionfato. La pentola s'era arrugginita e la stuoia distrutta. I rospi ci misero il naso. (...) Un cardo s'infilo fra le mattonelle della dispensa. Le rondini fecero il nido in salotto; il pavimento si coprì di paglia; l'intonaco cadeva a palate; le travi rimasero nude; i topi prendevano da qui o da lì roba da rodere e se la portavano dietro gli zoccoli di legno. Dalle crisalidi dischiuse uscivano farfalle che finivano spiaccicate contro i vetri delle finestre. (...) intanto, durante le notti d'inverno, il filo d'erba che batteva leggero al vetro della finestra diventò un rullio di tronchi robusti e rovi spinosi, che d'estate inondarono di verde la stanza."

martedì 4 gennaio 2011

Gli orologi a bussola

Nel sogno di questa notte mi trovavo dentro un grande museo, in qualche posto non ben definito dell'Europa.
Forse Danimarca...
Ero andata a visitare una mostra dedicata a dei particolari orologi antichi contenenti delle bussole.
Roba meccanica...rifinita nei minimi particolare.
Ogni orologio un simbolo.
Dovevo passare attraverso una porta che dava a strapiombo sull'immenso salone. Avevo uno di questi oggetti in mano e non dovevo farlo cadere...
Dal basso i visitatori mi guardavano, io avevo paura, sentivo il pericolo.
Il museo sembrava una grande stazione ferroviaria in disuso...
Ed eccomi fuori, a camminare in un sentiero, ai lati alberi d'alto fusto. In lontananza il mare e il sole...una luce molto forte.
Una luce non luce.
Cercavo di respirare, piangevo, non volevo morire. Guardavo l'orizzonte e chiedevo di vivere ancora un po'...
...ma in un altro posto, in Iran, stava per esplodere una bomba atomica. 
Avrebbe distrutto tutto, ogni forma di vita.
Quella morte certa senza scampo mi faceva tornare al museo iniziale.
Un senso di claustrofobia, la rassegnazione...


...l'orizzonte.