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martedì 15 novembre 2011

Le nubi nere

Mi trovavo all'interno di una villetta, molto bella. I muri intonacati di bianco, fuori le pietre a vista. Enormi finestroni davano su un giardino terrazzato meraviglioso. Un grande ombrellone di lino colo panna era aperto sulla veranda...
C'erano persone che parlavano, di figli, di vacanze...io ascoltavo non presente in quell'ambiente, non fisicamente.
Ad un tratto il cielo diventava scuro, vedevo arrivare grosse nubi viola, un forte vento le trasportava verso il nord. Minacciose nuvole nere velocissime...di colpo iniziava a piovere e grandinare. Era una vera apocalisse. Da qualche parte i bambini rischiavano di morire...ma io non capivo dove, li vedevo annaspare nell'acqua, chiamarsi e non potevo fare niente.

martedì 8 novembre 2011

Il mostro rosso

Nel sogno c'era una grande distesa rossa, simile a marmellata di fragole o ciliegie. Grumosa.
Di colpo da questo mare di sangue usciva una proboscide scuoiata, vedevo la carne sanguinolenta e dall'apertura un occhio che mi guardava, ad un certo punto apriva una specie di bocca proprio sotto all'occhio e grossi denti aguzzi e sporchi di sangue si intravedevano attraverso la carne.
Assomigliava molto ad un mio disegno del 2008.

giovedì 3 novembre 2011

Il Bite



Mi trovavo in una spiaggia affollatissima, sporca, sotto un sole sintetico (quasi una luce artificiale). La gente accalcata, sudavo, c'era molto caldo. Provavo ribrezzo a stare in quelle condizioni....la spiaggia si trovava in mezzo alle case, ai palazzi...era normale essere in quelle condizioni, pur di avere un quadrato di spazio tutti si gettavano col loro asciugamano. Ad un tratto mi alzavo, dovevo andare in bagno, scavalcavo le persone per poter entrare nei gabinetti pubblici (simili a quelli dei centri sportivi). Avevo un forte dolore alla bocca, colpa di due apparecchi di resina, simili a quelli che mettono ai pugili. Faticavo a parlare, a respirare. In uno dei cessi, dentro, trovavo una carcassa di cavallo, divisa a metà...ma io dovevo fare pipì. In qualche modo mi sistemavo....guardavo questo corpo mutilato e pensavo alla mia bocca.
Uscivo dal bagno e cercavo un lavandino per lavarmi, ne vedevo uno ma intasato, pieno zeppo di acqua sporca, dal rubinetto continuava ad uscire acqua e in qualche modo, con le mani, mi lavavo la faccia...infine, guardandomi allo specchio, vedevo le mie gengive rosse e prominenti, proprio come quelle del cavallo morto, non potendone più mi toglievo gli apparecchi dalla bocca. Finalmente libera di parlare e respirare.

domenica 2 ottobre 2011

Il Cerchio e la Falce




Nel sogno io avevo partorito da poco e andavo ad un consultorio. Ero in crisi, ero sola, avevo conosciuto un uomo che mi faceva stare bene, che mi dava sicurezza...riempiva di attenzioni, mi faceva sentire amata e...ancora donna, oltre che mamma. Io mi fidavo ciecamente di lui. Nel sogno vedevo il posto dove abitava, una casa antica di Genova, senza ascensore, con sclae alte e ripide. L'atrio molto grande, di marmo e granito...le luci basse...nel sogno io salivo quelle scale, diverse volte nell'arco di un tempo che non posso definire. 
Vedevo il suo volto. Un angelo. Ogni dolore passava, ogni senso di disagio, di paura...

Ed eccomi, seduta vicino ad un Carabineire che mi fa delle domande, dice che diverse mamme del Consultorio sono state ammazzate brutalmente. Con una ferocia inaudita....

Mi descrive l'uomo, per sapere se lo conoscevo....tutto mi portava a lui.
Mi chedeva se frequentavo un posto, il Cristallo, e se conoscevo tizio e caio...

Non potevo crederci.

Entravo dentro casa sua, accompagnata dal Carabiniere. Mi raccontava che quest'uomo era molto abile a lavorare il metallo e il legno.
Per ogni sua "amante" costruiva un patibolo personalizzato.

Ed ecco, davanti ai miei occhi, il mio.

Fissato su un grande telaio di legno, quadrato, un enorme cerchio, lucido, dal quale pendeva, legato ad un filo sottile di acciaio, un'enorme falce. 


Dalle ricerche risultava che il mio carnefice mi avrebbe voluto impalare nella falce e il mio corpo seviziato avrebbe fatto  da pendolo all'interno del cerchio.


Mi ritrovavo, sola, con l'immagine di quella strana macchina di tortura nella mente, passeggiando per le strade di genova. Di colpo, sulla destra, sopra una specie di cavalcavia, vedevo un immagine. 
Un transfert...
Un fiotto di sangue, che seguiva l'urlo di una donna, cadeva nell strada sottostante.

L'immagine si ripeteva all'infinito...e dentro la mia mente c'era solo disperazione. Non per quello che avevo rischiato, ma perché l'uomo della mia vita era il mio carnefice.

giovedì 28 luglio 2011

Il nido di corvi

Non ricordo tutto il sogno...è andato perduto, sommerso da altri sogni dopo, nella  notte ma c'è questo particolare che voglio annotare.
Viale Milano...mio padre. Non so cosa mi stava dicendo, c'era una discussione in mezzo. Io guardavo il Viale e in particolare uno degli alberi...ad un certo punto, a terra, accanto alle radici, vedevo un grosso nido. Caduto. Era grandissimo. Intorno c'erano i piccoli e alcuni grossi Corvi neri.

Mi è rimasta impressa quell'immagine.

martedì 26 luglio 2011

La Peste

Nel sogno di questa notte c'ero io, c'era la mia bambina, c'era lui, F.e c'era la Pediatra.
Portavo mia figlia a fare un controllo, aveva una piccola bolla sul collo...in giro era scoppiata la Peste.
La dottoressa visitava la piccola e mi diceva che no, non le sembrava fosse stata contagiata ma di tenerla comunque sotto controllo. Io ero molto preoccupata...
Mi mostrava un suo seno, aveva la montata lattea...ridendo mi diceva che era assurdo alla sua età.
Io guardavo il suo capezzolo, era strano, aveva una forma assurda...
Poi uscivo, sconvolta, insieme a noi c'era anche F. Mi diceva che dovevo stare serena, che lui ci avrebbe protette, che ci avrebbe voluto bene e aiutate a superare questo momento.
Io lo guardavo e sentivo un grande amore per quest'uomo.
I suoi occhi parlavano alla mia anima.
La città era fatta di case vicinissime, come quelle dei caruggi di Genova...incontravo D. il marito di una mia amica, andava a casa, pedalando su una monobici. Sembrava quei clown da circo. Mi domandavo come poteva stare in equilibrio.
Ed ecco un mio ex di quando ero ragazzina...lo salutavo, era indaffarato con i figli. Eravamo in una spiaggia vicino al cimitero di Rapallo. In realtà non c'era il mare...solo sabbia, una staccionata di legno, alcune persone in costume e il muro del Camposanto.
Dentro di me sentivo un grande peso...ma tutto questo era alleviato dall'amore che sentivo per F. e dall'amore che lui trasmetteva a me.

lunedì 25 luglio 2011

La Cattedrale e i cinghiali

Ero col mio ex compagno, nel sogno io facevo di tutto per tornare con lui. Avevo deciso di raggiungerlo su in campagna, di tentare il tutto per tutto pur di lanciargli un segnale. Di fargli capire che ancora lo amavo.
C'era un'amica che doveva aprire una pasticceria...era un luogo molto lussuoso, con un arredamento curato ed elegante. Ma ancora chiuso. Sospettavi ci fosse dietro la mafia...In questo paese fatto di discese e salite io camminavo dietro ad Alessandro, lo seguivo come un cane fedele. Intorno a me sorrisi di circostanza, di falsa comprensione...e il mio cuore, in mano.
Mi ritrovavo con lui in una distesa immensa di verde...un grande prato, c'era tanta gente. Chi giocava con i bambini, chi era seduto tranquillo, chi scherzava, chi visitava un Santuario. Un Santuario molto antico, rivestito di legno mogano tirato a lucido.
In lontananza vedevo dei grossi cinghiali, chiamavo Alessandro, glieli facevo vedere.
Erano enormi, bellissimi...la gente si rifugiava negli anfratti della Cattedrale, all'esterno. Tutti in silenzio aspettando l'arrivo dei grossi bestioni.
Era una rarità poterli vedere.
Io ero nascosta tra i capitelli di una delle piccole cappelle esterne, insieme ad altre due donne e ad Alessandro.
Scivolavo col piede, rischiavo da cadere ma miracolosamente riuscivo a riprendere la postazione.
Quello che mi colpiva erano le sculture tutte intorno a me. Le lavorazioni fatte con precisione....
Alessandro mi diceva che era stato il FAI a provvedere alla manutenzione e pulizia di quel posto e che lui ne era orgoglioso.
Poco dopo i grossi cinghiali andavano via, lo spettacolo era finito, la gente salva e appagata per la meraviglia di questi giganti....usciva da una delle entrate del Santuario una processione.
C'era Papa Giovanni XXIII che era morto ma nel sogno era vivo. Un non morto. Normale...niente zombie o altro. Io lo guardavo, passava vicino a me e lo sentivo parlare di politica...capivo che era tutta una grande messa in scena e che noi eravamo si le pecorelle, ma quelle da tenere nel recinto e da far azzannare dai cani da pastore.


sabato 23 luglio 2011

Un sogno surreale

Ero davanti al pc e improvvisamente avevo una voglia sfrenata di fotografarmi. Nuda, parti di me, nude...e mettere sul web ogni fotografia. Questa visione mi faceva in qualche modo eccitare i sensi e la mente. Vedevo le immagini come piccoli paesaggi di pelle, colline e montagne infinite e curve sinuose. Si sovrapponevano alle visioni di strade e città. Ed eccomi dentro un pub, aspettavo mio fratello e degli amici. Andrea andava in bagno e io lo seguivo. Ero seduta nel water e lui in un altro gabinetto attaccato al mio ma separato da una porta accostata. Da me c'era luce, da lui meno...mentre parlavamo, uscivano escrementi a riempire la tazza. A intasarla. Io e lui. Io non ero preoccupata ma lui si. Mi alzavo, guardavo il water. Dentro c'era acqua quasi a metà e una caffettiera che bolliva. Mentre vedevo quella immagine non provavo disgusto, l'acqua non era sporca...ricordo che dissi "che visione surreale". Che ci faceva una caffettiera li dentro? Mio fratello era ancora seduto e non usciva. Ed eccomi dentro un grande magazzino, il mio collega era ginecologo e io mi facevo visitare. Non provavo imbarazzo e nemmeno lui. Mi domandavo solo se avrebbe notato la differenza tra una vagina di una donna di 44 anni e una più giovane. La cicatrice dell'episiotomia...Mi faceva lo striscio con un arnese allucinante. Gli dicevo "non farmi male altrimenti ti tiro un cazzotto in faccia". Lui rideva.

Mi sono svegliata...



mercoledì 20 luglio 2011

Niente di nuovo (17 luglio 2011)

Questa notte ho sognato la Simona S.una mia amica che è mancata all'età di 21 anni. Un sogno strano. Mi ha parlato, voleva che le togliessero le catene per volare via...Come se fosse rimasta "bloccata" in un limbo e ora si sentisse pronta per andare lontano. Stava bene. Era serena.
Nel secondo sogno io litigavo con mia madre, mi insultava, mi diceva di tutto, mi umiliava, senza tregua. Ero al secondo piano del Cinema dove un tempo mio padre lavorava ma in realtà l'edificio era un grattacielo (un palazzo della mia città che chiamiamo così, solo perché più altro degli altri). guardavo l'ultima rampa di scale alla mia sinistra. Volevo suicidarmi gettandomi nel vuoto.

Il Matrimonio (27 giugno 2011)

Questa notte ho fatto un sogno orribile. La mia mente è la mia peggior nemica. Era notte e io accompagnavo Alice al matrimonio di suo padre. Con me c'era la Lara col suo compagno. Pioveva...Ad un certo punto salivamo la scalinata della Chiesa, io vedevo arrivare Alessandro radioso e la Francesca vestita di bianco, un vestito da sposa principesco.
Felicissima...
La Lara era la testimone della sposa (non la conosce nemmeno).
Io accompagnavo Alice in Chiesa. Erano tutti felici. La Chiesa tutta illuminata, addobbata con fiori e arazzi, piena di gente.
Io mi sedevo...ad un certo punto però chiedevo al compagno della Lara le chiavi della macchina. Gli dicevo che questo era troppo e non potevo più rimanere li dentro.
Uscivo di corsa dalla Chiesa, nel buio della notte, la pioggia si faceva più forte, torrenziale e io iniziavo a piangere e gridare, disperata. Cercavo la macchina per poter andare via, lontano da tutto e tutti.

E' stato davvero un sogno terribile. Ora sono di una tristezza infinita.




lunedì 9 maggio 2011

Il fiore

E' di giorni fa. Ero sdraiata, forse su un lettino da parto. Vedevo il mio ventre e sopra, inciso, un fiore con cinque petali, lo stelo, le foglie.
I bordi erano leggermente cauterizzati, ma io "staccavo" i petali con le dita. Sentivo bruciare e sotto c'era la carne viva. Non sangue, ma con quel siero tipico delle ferite superficiali...

mercoledì 13 aprile 2011

La Morte

Ho fatto un sogno. Uno di quelli nitidi, precisi. Di quelli che hanno tutto dentro. Ogni cosa scritta per bene e con tutte le persone più importanti.
C'era lei. La moglie di mio padre. Ero stata condannata a morte (non so perché). Mi rimanevano due giorni (compreso quello dell'esecuzione).
Avrei dovuto prendere una pillola che mi avrebbe fatto addormentare e successivamente portata alla morte.
Mentre tutti si affannavano a cercare una via d'uscita (le mamme dei compagni di mia figlia, mio padre, i miei migliori amici, mia nonna...che è morta da più di 25 anni...mia madre) l'unica che diceva che dovevo andarmene era lei.
Si assicurava che nessuno riuscisse in qualche modo a cambiare la situazione. Mi trovavo in una grande chiesa in stile gotico, piena di statue di Santi. Dormivo li dentro, in una nicchia.
Lei mi osservava, trionfante...in meno di 48 ore mi sarei tolta di mezzo. Io passavo dal terrore al panico, dal panico alla rassegnazione e poi ancora...il terrore e così via...dovevo scrivere. Dovevo lasciare un memoriale. Qualcosa che esprimesse ciò che sentivo dentro, saluti per chi mi aveva voluto bene...nessuna riga per chi mi aveva fatto del male.
Mi potevo salvare ma lei non voleva. e io ero condannata. Mia nonna mi calmava, spiegandomi che nel sonno sarei passata oltre la vita senza accorgermene e che mi avrebbe tenuto la mano...come quando ero piccola...e lei era ancora viva.

sabato 5 febbraio 2011

La mano bruciata dalla ragnatela

[Dopo essere stata a teatro, dove una compagnia di persone cantava canti liturgici, uscivo per bere acqua da un rubinetto sulla strada, Vicino al lavabo c'era un'enorme ragnatela, mi bruciavo la mano destra, a contatto con questa ragnatela, e il palmo della mia mano diventava essa stessa una ragnatela.] 


giovedì 27 gennaio 2011

Bulimica Sazietà

Due notti fa ho sognato che camminavo lungo il marciapiede vicino a casa mia, era giorno, il cielo coperto. Per terra c'era pieno di merda di cane. Io prendevo questi escrementi e li mangiavo, uno dopo l'altro. Mi sentivo lo stomaco pieno, non riuscivo a smettere di mangiare...
Mi sono svegliata con una sensazione strana. Non voglia di vomitare, ne nausea...quel senso di sazietà che porta all'indigestione...
Questi sono sogni che preannunciano periodi non belli (e vorrei vedere visto il contenuto).
Prepariamoci ad affrontare le prossime ore...

lunedì 24 gennaio 2011

Frammenti di sogno

Questa notte, all'inizio mi trovavo all'aperto, dentro un bosco, insieme ad altre persone. Davanti a me una grande diga. Mi affacciavo per vedere l'enorme massa d'acqua trattenuta dal muraglione. Immensa, profonda, scura, non sporca...ma spaventosamente potente...
...mi ritrovavo poi a scendere di corsa delle scale, di un condominio. Davanti a me qualcuno apriva, ad ogni piano, la porta a griglia dell'ascensore, e io, a seguire, chiudevo. Una fuga/inseguimento che non aveva fine perché non c'era stato inizio e i piani si susseguivano...
Ed eccomi in bagno, un bagno di una casa sconosciuta. Mia nonna che stava male...come tantissimi anni fa.  Per terra il water perdeva acqua dalla base, e si formava una pozza di piscio ed escrementi, vicino ad una delle pareti, con piastrelle bianche...io cercavo i guanti per pulire quella zozzura...che sembrava non fermarsi...
Ed infine...eccomi sopra un lettino del pronto soccorso. Inferma, gli infermieri cercavano di rimettere insieme i pezzi del mio corpo, li sentivo parlare, un dottore si avvicinava al mio volto e diceva "...e ora speriamo bene". Sentivo colare del liquido dentro il mio orecchio destro...liquido che entrava dentro i miei occhi, nel naso, nella gola...mi preparavo a sentire un forte dolore. Dolore che non arrivava...mentre il liquido usciva fuori dalla mia testa.



dal blog

"La casa fu abbandonata, non ci andò più nessuno. Rimase come un guscio di conchiglia lì sulle dune a riempirsi di grani di sale, ora che la vita l'aveva lasciata. Una lunga notte sembrò impossessarsene; le brezze leggere, mordenti, i soffi vischiosi, invadenti, sembrava avessero trionfato. La pentola s'era arrugginita e la stuoia distrutta. I rospi ci misero il naso. (...) Un cardo s'infilo fra le mattonelle della dispensa. Le rondini fecero il nido in salotto; il pavimento si coprì di paglia; l'intonaco cadeva a palate; le travi rimasero nude; i topi prendevano da qui o da lì roba da rodere e se la portavano dietro gli zoccoli di legno. Dalle crisalidi dischiuse uscivano farfalle che finivano spiaccicate contro i vetri delle finestre. (...) intanto, durante le notti d'inverno, il filo d'erba che batteva leggero al vetro della finestra diventò un rullio di tronchi robusti e rovi spinosi, che d'estate inondarono di verde la stanza."

martedì 4 gennaio 2011

Gli orologi a bussola

Nel sogno di questa notte mi trovavo dentro un grande museo, in qualche posto non ben definito dell'Europa.
Forse Danimarca...
Ero andata a visitare una mostra dedicata a dei particolari orologi antichi contenenti delle bussole.
Roba meccanica...rifinita nei minimi particolare.
Ogni orologio un simbolo.
Dovevo passare attraverso una porta che dava a strapiombo sull'immenso salone. Avevo uno di questi oggetti in mano e non dovevo farlo cadere...
Dal basso i visitatori mi guardavano, io avevo paura, sentivo il pericolo.
Il museo sembrava una grande stazione ferroviaria in disuso...
Ed eccomi fuori, a camminare in un sentiero, ai lati alberi d'alto fusto. In lontananza il mare e il sole...una luce molto forte.
Una luce non luce.
Cercavo di respirare, piangevo, non volevo morire. Guardavo l'orizzonte e chiedevo di vivere ancora un po'...
...ma in un altro posto, in Iran, stava per esplodere una bomba atomica. 
Avrebbe distrutto tutto, ogni forma di vita.
Quella morte certa senza scampo mi faceva tornare al museo iniziale.
Un senso di claustrofobia, la rassegnazione...


...l'orizzonte.