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domenica 11 luglio 2010

Una possibile Apocalisse


Era da tanto che non facevo un sogno così netto e ben preciso.

Ero nella mia città, Rapallo, di colpo il cielo si oscurava, l'azzurro lasciava posto a grosse nuvole violacee...così tante che ricoprivano tutto, quasi a formare un enorme coperta a lutto. Incombevano sulla mia testa e su quella della gente che era lì, in quel momento.

Un grosso muro d'acqua, il mare, si alzava, altissimo. Vedevo l'enorme massa muoversi, trattenuta da una forza misteriosa....capivo che la natura, la terra, si era stancata dell'uomo, ora voleva riprendersi tutto ciò che le avevamo tolto.


Tutta scappavano gridando, la gente usciva dalle case, altra saliva sulla cima dei tetti...non c'era scampo.

Saremmo morti tutti.

L'onda anomala cadeva con forza, travolgendo tutto, uomini, donne, bambini, intorno a me un ammasso di corpi si muoveva disperata...nuotando, cercando di recuperare i propri cari...

Io riuscivo a recuperare una tavola di legno, forse una porta, a salirci sopra, seduta e insieme a me due mie amiche che si trovavano con me, in quei paraggi....

Intorno a noi teste....teste di ogni colore, razza, lingua, religione...io pensavo disperata a mia figlia, era all'asilo, dovevo raggiungerla in qualche modo. Pensavo ai miei animali, l'unico che non ce l'avrebbe fatta era il canarino, dalla gabbia di certo non riusciva ad uscirne fuori.

Poi dal cielo improvvisamente un grande boato, non un tuono, sembrava che si spaccasse un pezzo di ghiaccio...appariva un simbolo, l'unica immagine bianca dentro al viola-nero delle nubi.

Un occhio, non l'occhio divino che solitamente vediamo, ma comunque un occhio....impressionante, temibile.

Pensavo alle malattie, ai morti, pensavo che non avremmo avuto scampo a quell'inondazione che non aveva colpito soltanto noi, ma tutto il mondo. Era la fine.

Saremmo morti di peste, di fame, comunque infetti. Io non avevo nemmeno la medicina per l'asma, presto sarei morta soffocata comunque.

Ma mia figlia? Ero disperata per lei.....Mia figlia.

Mi ritrovavo a controllare cosa avevo nella borsa fradicia, qualche soldo...insieme alle mie compagne cercavamo un negozio ancora aperto per recuperare delle scarpe di gomma, per poter camminare (assurdo a pensarci). Uno era aperto, la proprietaria vendeva dei sandali a 50 Euro....un ladrocinio considerando anche lo stato in cui tutti eravamo.

Pensavo allo sciaccallaggio....no, non era per me. Rinunciavo.

Mi facevo spazio in mezzo ai milioni di corpi in movimento o morti e con le mie amiche ci spostavamo verso una zona più sicura.

Era la fine...

Mi ritrovavo il giorno dopo, in cima ad un monte, con i miei cugini. Il cielo era sereno. Tutti raccontavano del giorno prima.

Mia figlia era salva...ma eravamo consapevoli che era stato un avvertimento. Quell'occhio ci avvisava che sarebbe tornato a prendere ciò che era suo di diritto e questa volta le acque non si sarebbero più ritirate.

Ma l'uomo fa presto a pentirsi ma ancor più presto a dimenticare...purtroppo.