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lunedì 21 dicembre 2009

Ancora una Cattedrale....



...alle 2.30 mi sveglio con questa immagine che non lascia ancora la mente assonnata.
Un piazzale decadente dove spicca una delle guglie (?) di questa enorme cattedrale in mogano e marmo rosso.

La Cattedrale imponente è suddivisa all'interno in 5 cappelle circolari. In ogni punto si vede il Crocefisso. L'interno è tutto rivestito in mogano, lucido...un sacerdote recita un rosario in silenzio in una delle cinque cappelle...sussurrando le preghiere.

Qualche fedele inginocchiato, io sento il rumore dei miei passi. Continuo ad entrare dalla porta principale e uscire dal retro, oltre il coro, forse la sacrestia.

Interferenze...

Berry Lindon, un eredità andata perduta, il suo corpo tagliato a pezzi viene sepolto in molti posti dell'Inghilterra...

....Interferenze...

Gino mi dice di comprare una grossa cipolla...è grande come un melone. Non riuscirò a conservarla a lungo in frigo, mi spiega come fare però deve sapere il mio reddito lordo perché in tanti si scaricano dalle tasse anche il soffritto...

....Interferenze....

Ogni volta apro una grandissima porta (anch'essa in legno pregiato) e a passo deciso percorro tutte e cinque le stazioni della Cattedrale....ad un certo punto decido di uscire da un'altra parte e passo a sinistra del corridoio principale.
Vedo ancora il Crocefisso, al centro...sembra seguire lo sguardo dei fedeli e non lasciarlo mai.

Esco dall'ultima porta a sinistra e mi trovo su questo piazzale...pieno di Gabbiani giganteschi.

"Che peccato"....un posto così bello lasciato in balia di questi volatili.

E' pieno dappertutto e per terra ci sono resti di carcasse di automobili e ferro arrugginito....

Passo lentamente perché se i Gabbiani mi vedono è la fine. Mi salteranno addosso e io morirò sotto il loro becco che non perdona.

...mi sveglio.

Cinque....un Pentagono...una Cattedrale...Gabbiani...

domenica 20 dicembre 2009

giovedì 10 dicembre 2009

La stanza




Nel sogno di questa notte ero inginocchiata dentro un'appartamento a pulire i pavimenti. Il posto non era mio, con me c'era prima F. e poi M. Rappresentano due donne che non sopporto per diversi motivi. Predominava la seconda donna.

M. era la compagna di A. e aveva il suo atteggiamento tipico, quello che me l'ha fatta camcellare per sempre dal giro deille mie conoscenze, soprattutto quando ho saputo che aveva abbandonato la figlia al suo ex e cambiato città.

Per me rappresenta una pessima figura e nel sogno io la vedevo invadee il mio ruolo, quello di madre, nei confronti di mia figlia.

Io pulivo questi pavimenti che erano sporchi di piscio di gatto, le piastrelle chiare e molto grandi erano intrise di sporco. Lei rideva...anche di me.

A. era completamente annientato dalla sua personalità negativa e io ne accusavo tutto il peso. Ero disperata.

Il sogno cambiava e io mi ritrovavo in Via Mameli, mia figlia si era sporcata e cercavo disperatamente mio padre.

Volevo portarla lontano, via...avevo anche saputo che spesso quando era con suo padre in realtà stava con il padre di M.

Un personaggio che non mi è mai piaciuto...

L'angoscia era estrema...nel sogno parlavo con mio padre che mi consigliava un avvocato.

Ed eccomi a cercare di parlare con quest'ultimo, ma c'era coda, moltissima gente, irragiungibile. C'era un ascensore dove poteva stare solo una persona o al masimo un grande e un bambino.

Io cedevo il posto ad una donna in attesa...

Tutto intorno era molto caotico.


Mi sono svegliata con questa sensazione orribile di impotenza.


E di risentimento nei confronti di F. (una donna della quale non ho assolutamente stima) e di M.


mercoledì 9 dicembre 2009

Un dialogo muto





E ti ricorderai della scala nera, troppo ripida per essere discesa e troppo alta per essere salita.
Della porta chiusa, della stanza con l'uscita senza divieto d'accesso.

[E io, alla vigilia di svanire,]

Un divano rosso, una parete a dividere (lontano) e uccidere ogni piccolo lembo lacero di dignità. Respiri come bocche da sfamare nel silenzio troppo caotico per essere cosciente.

[teatro di parole ritrovate]

La vacca dentro la stalla, gravida di sogni e fieno. Le sue mammelle colme di latte, urla di dolore in attesa di essere munta e non saprà mai che il suo figliolo è destinato ad essere ucciso.

[nel buio delle ossa,]

Profumo di crema e olio da bagno, morbidi pensieri che riportano a periodi lontanissimi. Fuggiti troppo presto, troppo tardi ricordati. Lei non voleva quel divano, ne quella scala...

[si, io, a supplicarlo di apparire]

Divorata dall'ansia e dal senso di colpa, ha costruito una casa fantasma, con una porta a forma di cassa da morto. Lei giace là, nei ricordi-incubi. Trascina le colpe sue e non, come un agnello pronto per essere sacrificato.

[tra voci vigliaccamente inventate...]

Quante orecchie hanno udito parole senza peso, quante parole sono state pronunciate senza essere sentite.
Il tempo è un sentiero che si biforca, come un serpente con tante teste.

[Che cosa può che un altro in me non possa?]

Il peso di una piuma, lentamente perfora lo scrupolo...come la goccia sopra la roccia.
Lo sbaglio. Caduta ed errore. Gravità incostante, ricerca di spazio in un'esistenza claustrofobica.

[Oh presto allora il poco che rimane,]

Chiudi con una cerniera lampo il senso della tua vita, gettato nella fossa comune che accomuna ogni tuo cambio di direzione. Non è ancora finita.

[cane delle mie ossa, ossa di cane!]


SP. NOVE12DUEMILANOVE

[Patrizia Valduga - Ed. Einaudi]