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lunedì 28 settembre 2009

La gabbia

Questa notte, per l'ennesima volta, ho sognato che tornavo a vivere in quello che fu per la mia prima volta, la mia dimore per 4 anni.
Era un posto angusto, chiuso tra tante case, immerso nell'oscurità giorno e notte.
Era un locale ricavato dalla stanza adibita alla caldaia.
Piccolissimo, ci stava un letto, un lavandino, una piccola cucina con la bombola a gas e un bagnetto dove la doccia non funzionava ed era impossibile riparare e il bidet inesistente.
Dovevo lavarmi col catino, mettere a scaldare l'acqua, respirare la muffa dei muri e vivere nell'oscurità...
In quel posto mi ammalai e rischiai grosso.
Quel posto perseguita i miei incubi.
Mio fratello lo chiamava "Il Loculo" perché sembrava una piccola tomba.
A volte credo che dovrei tornare li dentro per esorcizzare questo terrore che mi ha lasciato dentro.

La povertà.

Credo di aver capito, parzialmente, cosa vuol dire.

Abbandonata dal mondo, nemmeno mia madre veniva a trovarmi, mio padre una sola volta quando mi ammalai e grazie ad un'amica potei curarmi.
Lei, Giulia, Passava a prendermi le lenzuola intrise di sudore, mi lavava, lavava la mia roba...

Sono passati vent'anni, eppure, quel posto mi tormenta.

Ci passo davanti spesso, lo vedo, laggiù in quella discesa...quasi sempre cerco di non guardare. Ma a volte l'occhio si ferma per un attimo e torno indietro nel tempo.

Nel sogno ero disperata perché ritornavo la dentro, la disperazione era infinita e io con rassegnazione entravo nella notte.

lunedì 14 settembre 2009

Povertà e Clero




Nella seconda fase del mio sonno mi ha colpito questo sogno.

A Genova c'era una grossa manifestazione in onore di un Santo.

San Giorgio (forse).

La Chiesa aveva tirato fuori ogni oggetto sacro prezioso e tutto veniva svolto in grande pompa magna.

I fedeli tutti a pregare, i Vescovi, i Cardinali...la processione...


In tutta questa richezza spiccava la povertà e la miseria. Infatti, dietro alla facciata di rito, nei vicoli adiacenti la Chiesa, c'erano poveri emarginati, malati gravemente, chi di tifo, chi di vaiolo, malati di aids, lebbrosi, tossicodipendenti...


In questo fiume di carne umana che chiedeva l'elemosina, difficile trovare gente passare.


Io avevo il terrore di questa miseria.


Le mi narici ne erano invase e sentivo che dovevo andarmene al più presto per non esserne coinvolta.


Vicino a questo vicolo pieno di povera gente ce n'era un altro pieno di prostitute che vendevano il loro corpo e lo esibivano senza pudore.


Mi ricordo me stessa insieme al Sig. P., un uomo anziano che non riesce più a camminare, dirigerci verso un palazzo antico tutto di mogano e marmo pregiato. Il profumo della cera rossa, la pulizia e il rigore del posto mi rassicuravano.

Entravo insieme a lui alla ricerca di alcuni libri rari.


Dentro questo palazzo c'era anche una scuola di musica, e in un piccolo giardino, assistevo all'esecuzione di un brano suonato da violini e flauti.


...

Il Terremoto




Questa notte il sogno era molto reale.

Mi trovavo in un Santuario. Con me c'erano amici (virtuali) appartenenti ad un sito d'arte.

Dovevamo organizzare alcune cose per una manifestazione ed eravamo tutti molto indaffarati.

Erano arrivati un po' da tutto il centro nord.


Ero seduta su un piccolo promontorio a guardare il panorama, vedevo, in basso, case, fiumi e anche il mare.


Ogni tanto passava qualche frate che viveva nel Monastero vicino.


Ad un certo punto ho sentito una scossa, molto forte.

Era la terra, che si muoveva....c'è stato un susseguirsi di immagini. Le scosse di terremoto sono diventate sempre più frequenti e io vedevo case antiche, crollare, la terra spaccarsi, il mare alzarsi e ingoiare tutto ciò che trovava al suo passaggio.


Quel senso di cedimento era terribile.


I miei amici gridavano, tutti erano sconvolti nel vedere di colpo, un paesaggio, mutare senza scampo.


Le crepe nel suolo erano davvero profonde, ma ciò che mi ha colpito è stato il rumore...


Vedevo anche alcuni speleologi intrappolati nel cunicolo di una grotta...temevo per la loro vita.


E' stato terribile...

L'incenso bruciato




La notte tra sabato e domenica ho fatto unsogno particolare, con dei simboli.

Ero dentro una chiesa, stavano provano la Turandot e G. (un mio amico) era addetto alla sovraintendenza della riuscita dello spettacolo.

Era molto contento ed esaltato, lo sentivo felice, con il suo solito modo di fare da presa per i fondelli, ma dentro pieno di soddisfazione.

Gli mostravo dei disegni fatti su carta con delle frasi scritte, era proprio una tecnica di scrittura.

Mi chiedeva di scrivere per lui e il suoi progetto usando proprio questa tecnica.

Vedevo un grosso dipinto del seicento appeso alla parete destra di questa Chiesa, raffigurava un uomo, un nobile...

Prendevo un sacchetto piuttosto grande, che conteneva della polvere di incenso bruciato e ne spargevo il contenuto sul pavimento, mi serviva come base per scrivere usando la mia tecnica.

Bella era la sensazione implapabile della polvere tra le mie dita...subito dopo tracciavo dei simboli su quella polvere.

giovedì 10 settembre 2009

Il Sanatorio



Questa notte ho fatto un sogno che mi ha lasciato strascichi anche oggi.
Stavo malissimo, ero in mezzo ad altra gente, amici, conoscenti...parlavo sempre più velocemente, addosso avevo una giacca e una camicetta e alle mani degli anelli d'oro con delle pietre preziose (io non porto anelli ne orologi).
Ad un certo punto, nel sogno iniziavo a respirare male (l'asma) e intorno a me la gente aumentava, c'era anche una specie di Fiera e io mi muovevo dentro il mercantino sempre più agitata. C'era anche il mio ex marito e il mio ex compagno...
Il respiro aumentava sempre di più, non riuscivo più a respirare...non avevo medicine.
Mi ritrovo all'interno di un sanatorio psichiatrico, a sampierdarena (non esiste li un sanatorio psichiatrico), c'era un giardino, con alberi e strade sottostanti.
Il sanatorio era vecchio, con pavimenti in marmo e colonne all'interno del palazzo.
La dottoressa mi accoglieva mentre io ero impossibilitata a respirare, riuscivo a mala pena a vederla...stavo per morire soffocata. Lei mi toglieva gli anelli dalle dita, la giacca e la camicetta, mi mettevano una specie di camicione e mi dava qualcosa per aiutarmi a respirare.
Inotrno a me vedevo tante personedai volti deformi, chi seduti, chi in piedi, si muovevamo come animali, donodolando, avevano i volti deformi, alcuni così imbottiti di calmanti da non poter nemmeno alzare la testa.
Io iniziavo a piangere e la dottoressa, con voce dolce e bassa, mi diceva di piangere e piangere tanto, che mi avrebbe aiutato a buttare fuori tutta la tensione.
Le lacrime mi sgorgavano come un fiume in piena, le sentivo prima bruciare sulla faccia, poi sempre più fluide...provavo una forte disperazione, un dolore indescrivibile.
Sempre la dottoressa parlando con una sua collega le diceva che avevo dei lividi nelle anche e che avrebbe dovuto farmi parlare per capire cosa aveva potuto causarmi quelle ecchimosi.
Io ero preoccupata, volevo dirle che non ero stata picchiata, che ne il mio ex marito ne il mio ex compagno mi avevano mai fatto del male...però ero devastata dal dolore dentro.
Piangevo...come un fiume in piena....
Alla fine mi coricavo su un letto matrimoniale, ricoperto da un lenzuolo bianco...subito veniva un cane bianco e nero, grosso...avevo paura, ma la dottoressa diceva che era buono e che dovevo stare tranquilla.
Respiravo meglio, ma non riuscivo a parlare.
I pazienti dell'ospedale, si avvicinavano sempre di più e io avevo paura di loro...avevo paura di non uscire più da li dentro.
Una coppia di down si baciavano, li vedevo...capivo la promiscuità che c'era la dentro.
Ripensavo al mio precedente ricovero (quello vero) nell'altro ospedale...
Erano tutti vicini, alcuni mi toccavano i piedi, le gambe...io ero terrorizzata, la dottoressa diceva che volevano solo fare conoscenza...
Avevo paura che volessero approfittarsi di me...ma in effetti erano solo molto curiosi.
I loro volti però mi facevano paura....le loro deformità, anche se ero consapevole che la loro era un'esistenza orribile...mi facevano compassione.

Nel sogno mi ritrovavo a casa (ma non la mia) un'altra dottoressa mi diceva che mi aspettava per la visita e io le dicevo che ero stata ricoverata al sanatorio.

In casa c'era una finestra che dava sulla galleria di una ferrovia...vedevo passare un treno...

Poi mi sono svegliata..

...sono ancora scossa dal sogno.

Quell'ospedale io so di averlo già visto. Non so dove, nel passato io l'ho già visto...