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domenica 21 giugno 2009


Nel sogno di questa notte (in tre ore di sonno circa) a parte i personaggi principali, io e un amico che conosco da anni...ciò che mi ha colpito è stata l'atmosfera.
Nel buio, all'aperto, lungo un torrente, con vento fortissimo, vortici di foglie e lamenti dei rami tormentati dal tempo. Un senso di angoscia profonda, un senso di claustrofobia sentimentale.
Il desiderio forte di poter aprire le catene che mi legavano a questo mio amico...catene che da parte mia erano dovuto al suo desiderio di imporsi come compagno di vita, ma a senso unico.
Credo che sia emerso questo desiderio di libertà che ho dentro.
La solitudine che a volte pago a caro prezzo, che mi stacca dalla realtà, è comunque parte del mio essere.
Nel sogno io continuavo a dirgli che non volevo saperne di lui, ma era ossessivo, morboso...
Un sogno molto triste, che ha anche un fondo di verità.
La paura di ferire era palpabile, ma il desiderio di camminare da sola più forte.

E' stato comunque un brutto incubo che viaggia nella mia mente tutt'ora.

mercoledì 17 giugno 2009

Vorrei sognare di essere amata per ciò che sono...

Vorrei amare per essere ciò che sogno...

...sognare di amare...

...amare sognando.

Deserto


martedì 16 giugno 2009

Hai mai provato a sognare di volerti svegliare e le tue palpebre non vogliono aprirsi?
E soffochi mentre cerchi invano di vedere chi hai di fronte?

Barcolli, il respiro si fa veloce, uno sforzo disumano per poter vedere, mentre le gambe e le braccia si fanno pesanti.

Di fronte a te quella figura che vedi ma non vedi.

Chiedi aiuto, perché hai paura di non svegliarti più.

Alla fine ti svegli e hai addosso quell'angoscia, quel sapore di sconfitta...

...e quando finalmente ti sei alzato e vestito, e esci fuori di casa...ti rendi conto che davvero non vedi ciò che hai intorno. I tuoi occhi sono ancora chiusi...

sabato 13 giugno 2009

Il Lago Nero




C'era un pescatore cieco che amava pescare nel lago nero del suo paese, era l'unico a farlo perché gli altri abitanti avevano paura di quelle acque scure.
I pesci che lo popolavano erano trasparenti e visibili solo per un istante.
Ma il pescatore, nonostante non vedesse, era abilissimo e ogni giorno tornava con la sua barca piena di pesci.
Come esca usava delle farfalle che andava procurandosi nelle campagne, queste si posavano sulla sua mano senza timore, e anche per questo motivo la gente ne aveva timore...era una persona un po' strana e misteriosa.
Un giorno una bambina si avvicino a lui e chiese di poter andare a pescare i pesci trasparenti. Il pescatore le chiese di portargli 10 farfalle colorate e solo allora sarebbero andati a prendere i pesci.
La piccola catturò le farfalle e come d'accordo le portò al pescatore.
Salì sulla barca e presero il largo.
Una volta giunti a destinazione il pescatore inizio a prendere le farfalle e legarle alla lenza (non usava amo da pesca), la farfalla iniziava a volare, il pesce dal lago nero, vedendo la farfalla spiccava un salto fuori dal lago e agguantava la farfalla nella sua bocca.
Il pescatore, una volta preso il pesce, gli apriva la bocca e liberava la farfalla.
La bambina imparò presto e pesco tanti pesci trasparenti, ne prese così tanti che il lago piano piano si spopolò dei suoi abitanti. Con la barca stracolma di pesci tornarono a riva e la gente del posto, entusiasta per la grande pesca, comprò tutti i pesci che c'erano, il pescatore spartì equamente il guadagno con la bambina e decise di non tornare più nel lago, ormai privo di pesci trasparenti.
La piccola gli chiese cosa avrebbe fatto, infondo per anni il suo mestiere era quello di pescare e senza la vista non sarebbe vissuto a lungo.
Il pescatore le rispose che avrebbe guardato con il cuore, e che il suo cuore lo avrebbe avvertito dei pericoli, detto questo si incamminò verso la campagna insieme alle farfalle che lo avevano aiutato nella pesca e sparì.
La piccola con i soldi comprò una casetta per i suoi genitori, un giocattolo per se, un giardino per le farfalle del suo paese e un colore magico per dipingere i pesci trasparenti affinché tutti gli abitanti li potessero finalmente vedere.

venerdì 12 giugno 2009

Ho fatto un altro sogno nell'ora che ho dormito...

C'era la mia ex collega con sua madre, l'uffico si trovava a ridosso di una grande parete di roccia nera e ai piedi c'era il mare, limpido, cristallino, ma la superficie rifletteva il colore scuro della montagna rocciosa.

Una vera parete a strapiombo, in alto della vegetazione, ma molto in alto, praticamente irragiungibile...

...............ancora quell'odore di rame.

Quell'odore strano, rame e sangue.

Prendevo una pastiglia grandissima di Cipralex da 500 gr. (non so nemmeno se esiste) e facevo una fatica boia a deglutire.

Non ricordo altro, ma provavo angoscia. Un senso di morte, una situazione che non aveva via di fuga.
La scorsa notte ho sognato grosse scale di marmo, consumate...le scale erano quelle di Escher...i corrimano erano neri con pioli in ottone.

Io salivo/scendevo queste scale, con affanno, disperazione.

Giungevo infine in una stanza, grandissima, affrescata...con arazzi e tende rosso porpora.

L'entrata e i pavimenti erano in stile genovese, ma una presenza mi inquietava...non so cosa o chi fosse, nell'aria però qualcosa mi guardava dentro e io avevo paura.