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giovedì 25 settembre 2008

martedì 6 maggio 2008

Poesia e Miniera




Pelle di mulo

Ho preso la croce
della mia gente in croce.
Ora anch’io ho lo sguardo
del mulo imbrigliato.
Otto ore serviamo da servi
otto ore imbestiati in pelle di mulo.
Gli uomini son loro, i padroni del mondo.
Ma non è un segreto
che prepariamo lotte e vittorie
per bruciare tutte le pelli di mulo.
Ad uno ad uno tutti gli uomini
risponderanno a nome d’uomo.
Ho sentito sulla schiena
la bastonata che fa ribelli:
se imparo la calda vernaccia tra gli amici
nessuno dirà più: è quello
che ha la casa piena di libri.

Manlio Massole

Miniere



Fino a tanto che avrete qualche cosa di vostro, e che il vostro livore contro il borghese non proverrà da altro che dal vostro rabbioso bisogno d'essere borghesi a vostra volta, non sarete degni mai della felicità. (da Germinal, traduzione di L. G. Tenconi, Fabbri Editori, 2001)


TERRA E SANGUE,
VENTRE CHE FA NASCERE,
MORIRE.
TI PORTA IN SUPERFICIE,
COME UN ABORTO,
COME UN FIGLIO NON DESIDERATO.
TERRA CHE UCCIDE,
CHE SFAMA,
CHE PRETENDE,
CHE REGALA.
i POLMONI COME PIETRE.
ROCCE DI INDIFFERENZA.
NON HAI PIU' LACRIME,
NE PENSIERI.
ANIMALI VIVISEZIONATI,
DIMENTICATI.
CAMMINARE NELLE PROFONDITA',
A NESSUNO INTERESSA,
IL MONDO PROSEGUE,
LA FAME ANCHE.
TI RIMANGONO SOLO GLI OCCHI,
CHE NON HANNO PIU' VOGLIA
DI STUPIRSI,
MENTRE SCENDI,
NELLE SUE VISCERE CALDE.
MADRE TERRA,
QUANTI FIGLI HAI SEPPELLITO?
SENTO ANCORA IL RESPIRO
DELL'ULTIMOUOMO
CHE STA PER MORIRE.

(S.P. 05/05/2008)